Al macero oltre 300 unità (circa 75 chili) per problemi tecnici relativi alla conservazione. Intervengono anche i Nas.
In merito alle notizie stampa relative a sacche di plasma eliminate nelle Marche per problemi tecnici relativi alla conservazione, il Centro Nazionale Sangue sta verificando con la Struttura regionale di coordinamento quanto accaduto. Al termine di questa verifica preliminare, il Centro nazionale sangue valuterà le opportune iniziative di competenza, in accordo alla normativa vigente.
La vicenda, sollevata da Fanpage.it, trae origine dalla scoperta di un massiccio spreco di sacche di plasma che ha già portato al macero 323 unità (circa 75 chili). La stessa fine, secondo la testata giornalistica, la faranno nei prossimi giorni altre circa 1.300 sacche. Nelle indagini che ne sono seguite sono intervenuti anche i carabinieri del Nas.
Il plasma, la parte liquida del sangue, è una risorsa preziosa per i nostri pazienti. Come riporta il Centro Nazionale Sangue, viene infatti utilizzato per la produzione di famaci salvavita, come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione. Per il Servizio sanitario nazionale l’autosufficienza in sangue ed emocomponenti è un obiettivo nazionale cui concorrono le strutture trasfusionali e le associazioni e federazioni di donatori sulla base di una programmazione nazionale e regionale.
Nel nostro Paese, la donazione è volontaria, periodica e non remunerata. Si può scegliere se donare sangue intero, che poi viene scomposto in plasma, globuli rossi e piastrine, o soltanto uno o più dei suoi componenti, come il plasma. L’Italia pur essendo tra i Paesi europei con la maggiore quantità di plasma raccolto, non è ancora autosufficiente ed è costretta a importare dall’estero una quota rilevante di plasmaderivati.
Nei primi due mesi del 2026 la rete trasfusionale delle Marche ha permesso di conferire all’industria farmaceutica oltre 5.200 chili di plasma, in vista di un obiettivo concordato per l’anno in corso di 35.600 chili, obiettivo leggermente superiore a quello individuato per l’anno 2025 che era stato raggiunto e superato. Dal punto di vista della raccolta di sangue ed emocomponenti, le Marche rappresentano una regione virtuosa con un quantitativo di plasma inviato alle aziende per la produzione di plasmaderivati (24 kg per mille abitanti) superiore alla media nazionale (15,3 kg per mille abitanti).
A livello nazionale, l’Italia ha conferito nel 2025 all’industria complessivamente circa 920 tonnellate di plasma, 11 tonnellate in più rispetto all’anno precedente. Malgrado questi ottimi risultati, la quota di autosufficienza nazionale relativa all’albumina è del 75%. Per quel che riguarda le immunoglobuline, invece, la quota si abbassa al 60%, complice anche un aumento vertiginoso della domanda che negli ultimi dieci anni è aumentata del 57%.