“Avevano litigato poche ore prima”: il giallo sulla coppia di sposini di Venezia

A parlare sono i parenti brasiliani di Gabriella Querino. Gli inquirenti cercano due turisti americani, testimoni dello schianto tra barchino e taxi.

Venezia – Ci sono tragedie che, quando sembrano aver detto tutto, si tingono all’improvviso di un’ombra nuova, di un dubbio che pesa come un macigno sul cuore di chi resta. È quanto sta accadendo attorno alla morte di Sean Michieli e Gabriella Querino, la giovane coppia di neo sposi che sabato all’alba ha perso la vita nella laguna di Venezia dopo lo schianto tra il loro barchino e un taxi acqueo. Mentre si attende l’autopsia sui due corpi, dal Brasile arriva un racconto che gela il sangue: poche ore prima dell’incidente, i due avrebbero litigato pesantemente.

A sollevare il velo su quelle ultime ore sono i familiari della donna, arrivati in Italia dopo un volo carico d’angoscia. La cugina Emily e la sorella Marieduarda Elorriaga, sentite da Il Gazzettino, hanno raccontato di una lite furiosa scoppiata tra i due giovani sposi. “Avevano litigato pesantemente, aveva persino preparato la valigia ed era pronta ad andarsene”, hanno spiegato, parlando però di uno scontro “per motivi adolescenziali”, di quelli che a volte accendono le coppie più giovani e innamorate. Poi la riappacificazione, tanto che i due erano usciti a cena insieme.

A rendere tutto più straziante è il silenzio calato su quel pomeriggio. Gabriella, raccontano i parenti, videochiamava la madre ogni giorno, qualsiasi cosa accadesse: odiava i messaggi e non li usava quasi mai. Quel venerdì, invece, si era fatta viva soltanto con due messaggi per raccontare della lite e della pace ritrovata. Poi, più nulla. “La nostra paura è che possa esserle successo qualcosa prima”, è il tormento della famiglia. “Non è più entrata in WhatsApp. Sono questi i dettagli che ci spaventano”.

Sullo sfondo resta il dolore di una madre che ha attraversato l’oceano per riabbracciare una figlia già strappata alla vita. “Abbiamo perso due bambini”, ha ripetuto Gisele, arrivata dal Brasile dopo aver appreso durante il viaggio del ritrovamento del corpo. Perché quella lite abbia o meno avuto un ruolo nella tragedia, però, resta un mistero: gli inquirenti ascolteranno parenti e amici, ma finora non risultano né denunce né richieste d’aiuto alle forze dell’ordine.

Intanto le indagini della Procura di Venezia proseguono senza sosta. Sean, 25 anni, pescatore e vongolaro di Burano, era deceduto domenica sera all’ospedale dell’Angelo di Mestre dopo due operazioni, stroncato da un grave trauma cranico. Il corpo di Gabriella, coetanea originaria del Brasile e sposata da appena tre mesi, è stato invece ritrovato martedì vicino all’isola di Campalto, a quasi due chilometri dal luogo dell’impatto, ancora con gli indumenti da pesca indosso e con ferite compatibili con lo scontro.

Sotto la lente c’è la dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle 5.30 nel canale di Tessera, sulla rotta verso l’aeroporto. L’autista del taxi, un 38enne veneziano che operava come sostituto, è indagato per omicidio nautico e naufragio colposo: ha dichiarato di non aver visto il barchino, di avere tutte le luci accese e di essersi trovato davanti la barca di Michieli, spuntata dal lato destro a forte velocità e senza fari. Una versione tutta da verificare, per cui si attendono anche gli esiti degli esami tossicologici. La chiave, ora, potrebbe essere nelle mani di due turisti americani che si trovavano a bordo del taxi al momento dello schianto: testimoni preziosi, che però hanno già lasciato la zona.