Il cadavere della 41enne è stato rinvenuto nella ditta di proprietà dell’uomo. GPS, tracce ematiche e testimonianze: tutti gli indizi che lo incastrano.
Roma – Il corpo senza vita rinvenuto ieri mattina nella sede dell’azienda di Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia apparterrebbe a Federica Torzullo, la funzionaria delle Poste di Fiumicino sparita l’8 gennaio dalla villetta familiare di via Costantino. Sebbene manchi ancora il riconoscimento ufficiale da parte dei parenti, la sorella Stefania ha confermato ai carabinieri di Bracciano che gioielli e accessori recuperati sulla salma – braccialetti e catenina – erano effettivamente della donna scomparsa.
Carlomagno, quarantacinquenne titolare di un’impresa di movimento terra, si trova ora nel carcere di Civitavecchia dopo il fermo disposto per pericolo di inquinamento probatorio. Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori ha spiegato che sussisteva il rischio concreto di manomissione delle prove. L’avvocato difensore Andrea Miroli, dopo aver incontrato il suo assistito, ha dichiarato che l’uomo intendeva presentarsi spontaneamente alle autorità. Al momento non è ancora stata formalizzata l’accusa di occultamento di cadavere e non emergono elementi che indichino la presenza di complici.
Secondo la ricostruzione investigativa, l’omicidio sarebbe avvenuto tra la notte dell’8 e le prime ore del 9 gennaio all’interno dell’abitazione coniugale, probabilmente nella cabina armadio della camera matrimoniale. Successivamente l’uomo avrebbe trasportato il corpo nel bagagliaio della sua Kia Sportage, uscendo dall’abitazione alle 7.30 del mattino per dirigersi verso la propria ditta in via Comunale San Francesco. Qui, utilizzando un escavatore meccanico, avrebbe scavato una buca profonda circa due metri e mezzo dove ha occultato i resti della moglie sotto terriccio e materiale di risulta.
Diversi elementi raccolti dagli inquirenti potrebbero configurare l’ipotesi di premeditazione. Dopo essersi recato in azienda quella mattina, Carlomagno sarebbe rientrato a casa con la scusa di aver dimenticato il portafoglio, per poi ricomparire sul posto di lavoro alle 10, con 45 minuti di ritardo rispetto all’orario concordato con i dipendenti che lo attendevano. Nel frattempo avrebbe percorso con un furgone le strade secondarie della campagna circostante, movimento che potrebbe essere stato finalizzato a depistare le successive indagini.
Inoltre, quella stessa giornata aveva contattato la collaboratrice domestica invitandola a non presentarsi. Alle forze dell’ordine aveva fornito una versione dei fatti secondo cui lui e la moglie dormivano in stanze separate a causa del suo russare, motivo per cui la donna si sarebbe spostata nella cameretta del figlio. Aveva inoltre sostenuto di non sapere come fosse vestita e che non avesse utilizzato l’automobile, trovata parcheggiata fuori dall’abitazione il mattino successivo, lasciando intendere che si fosse allontanata a piedi.
Il sistema di geolocalizzazione installato sui veicoli ha fornito agli investigatori la traccia fondamentale: i dati GPS hanno documentato tutti gli spostamenti tra l’azienda, le zone rurali di Anguillara e l’abitazione. All’interno della casa e sul furgone utilizzato dall’indagato sono state individuate abbondanti tracce ematiche. Un testimone ha inoltre riferito di aver visto Carlomagno pulire accuratamente il cassone del mezzo con una pompa ad acqua nel pomeriggio del 9 gennaio.
Una collega della vittima, che la conosceva fin dall’infanzia, ha escluso categoricamente la possibilità di un allontanamento volontario: “Il responsabile del mio ufficio mi ha contattata verso le 15 comunicandomi che Federica non si era presentata in servizio senza fornire alcuna giustificazione”.
Il procuratore Liguori ha sottolineato come gli elementi raccolti abbiano superato la soglia della gravità indiziaria per precisione, concordanza e rilevanza, esortando l’indagato a rendere una confessione. Poche ore dopo questo appello, durante le ricerche in un terreno a meno di tre chilometri dalla villetta – uno dei luoghi monitorati tramite il GPS – è affiorata una mano dal suolo: era il corpo di Federica Torzullo.