A lanciare l’allarme era stata la figlia dell’ottantenne. Vani i soccorsi con droni e unità cinofile.
Bolzano – Ci sono attese che si trasformano in incubo nel giro di poche ore, quando la sera scende sulle montagne e il rumore di una porta che si apre non arriva mai. È quello che ha vissuto una donna dell’Alto Adige che, lunedì sera 20 luglio 2026, ha capito che qualcosa non andava: il padre, un uomo di circa 80 anni, era uscito per una gita e non era più rientrato a casa. Quella preoccupazione, cresciuta minuto dopo minuto, l’ha spinta ad afferrare il telefono e a lanciare l’allarme. Un gesto istintivo che, purtroppo, non è bastato a cambiare il destino dell’anziano.
Il dramma si è consumato nella zona di Schönegg, su un sentiero escursionistico sopra il comune di Tesimo, nel Meranese. Quando la figlia ha chiamato i soccorsi, intorno alle 21, è scattata subito una vasta operazione di ricerca. Sul posto sono arrivate le squadre della guardia di finanza, del soccorso alpino e dei vigili del fuoco volontari, che hanno battuto la zona per diverse ore anche con l’ausilio di droni e unità cinofile.
Dopo poco tempo, la scoperta più temuta: in zona Schönegg i soccorritori hanno individuato il corpo senza vita dell’anziano. Per lui non c’era già più nulla da fare. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe inciampato lungo il sentiero ed è precipitato nel vuoto, in un tratto che non ha lasciato scampo. Le cause e la dinamica esatta dell’incidente sono ora al vaglio delle autorità competenti.
Sul luogo della tragedia è intervenuto anche il servizio di assistenza spirituale, chiamato a stringersi attorno ai familiari nel momento più buio. Perché dietro una gita finita male non c’è solo un sentiero di montagna, ma una figlia che aspettava il padre e che, con la sua telefonata, ha fatto tutto quello che era umanamente possibile.