UGL Salute denuncia minacce e aggressioni nei reparti di emergenza e chiede misure immediate per proteggere medici e infermieri.
Ancona – L’Unione Generale del Lavoro (UGL) Salute, tramite il suo Segretario Regionale Benito Rossi, esprime profonda preoccupazione per l’aumento dei casi di violenza e minacce nei confronti del personale sanitario, come dimostrato dai recenti episodi verificatisi nel Pronto Soccorso dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi. La situazione di crescente insicurezza nelle strutture ospedaliere delle Marche richiede un’azione immediata e concreta da parte delle istituzioni regionali.
“Non possiamo più ignorare la crescente violenza che il personale sanitario è costretto a subire durante il proprio turno di lavoro. È un fenomeno che ha toccato molti ospedali della regione e che ormai ha raggiunto livelli inaccettabili. La sicurezza dei lavoratori è un diritto fondamentale, e non possiamo permettere che il personale venga messo in pericolo mentre svolge il suo lavoro a servizio della collettività” afferma Benito Rossi, Segretario Regionale UGL Salute.
L’UGL Salute richiede con urgenza la convocazione di un tavolo di confronto regionale con le autorità sanitarie e politiche competenti, al fine di individuare soluzioni efficaci per garantire la sicurezza dei lavoratori.
Tra le richieste avanzate figurano:
- l’implementazione di misure di sicurezza rafforzate nelle aree di emergenza e nei reparti più critici,
- la presenza di personale di sorveglianza o delle forze dell’ordine nelle strutture ospedaliere ad alta densità di pazienti,
- l’adozione di sistemi di prevenzione e formazione continua per il personale sanitario per gestire situazioni ad alto rischio.
Inoltre, l’UGL Salute sollecita una maggiore attenzione alle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, da sempre in prima linea durante le emergenze, ma che spesso non vedono riconosciuto il proprio impegno né sul piano economico né su quello della sicurezza. “Il personale sanitario è stanco di essere ignorato e lasciato solo nella lotta contro l’inciviltà. Chiediamo che la Regione Marche sensibile sul tema prenda posizione e supporti chi lavora per la salute di tutti” conclude Rossi.