L’ex sindaco di Roma, ancora in carcere, sposta i suoi duemila iscritti verso il partito dell’ex generale. Anche Adinolfi valuta l’avvicinamento: sul tavolo un’alleanza da centomila euro.
Mentre Roberto Vannacci prepara il battesimo ufficiale di Futuro Nazionale, fissato per il 31 marzo a Roma, il perimetro del nuovo soggetto politico si allarga. Al congresso fondativo dell’ex generale arriverà anche l’adesione di Indipendenza, il movimento sovranista guidato da Gianni Alemanno.
Una scelta che l’ex sindaco della Capitale avrebbe maturato tra le mura del carcere, dove si trova dopo la condanna per traffico illecito di influenze, e da cui uscirà libero tra circa tre mesi.
L’operazione non sorprende chi ha seguito le dichiarazioni di Alemanno negli ultimi mesi. L’ex primo cittadino aveva già manifestato apertamente la propria ammirazione per Vannacci, arrivando a giudicarlo culturalmente e politicamente superiore agli stessi leader del centrodestra tradizionale. Ora trasforma quella stima in un accordo concreto, portando in dote i circa duemila iscritti di Indipendenza e puntando a costruire un’alternativa credibile per quegli elettori che non si riconoscono più né nella Lega né in Fratelli d’Italia.
Il progetto di Vannacci, tuttavia, potrebbe allargarsi ulteriormente. Anche Mario Adinolfi sta valutando se tenere il Popolo della Famiglia fuori o dentro quest’area. La sua prima mossa sarà proporre un “Partito della nazione” a FdI e agli altri partiti di governo. Ma se la porta dovesse restare chiusa, la trattativa con Futuro Nazionale diventerebbe inevitabile. Adinolfi ha già chiarito i propri paletti: nessuna iscrizione formale, nessuna subalternità, ma una collaborazione alla pari che potrebbe portare nelle casse di Vannacci anche i centomila euro legati all’uso del simbolo del Popolo della Famiglia.