Al Sannazaro danni stimati per 70 milioni

Ventidue appartamenti evacuati, quattro intossicati in ospedale. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per incendio colposo a carico di ignoti.

Napoli – Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano non ha usato parole di circostanza quando gli hanno chiesto cosa fosse rimasto del Teatro Sannazaro dopo l’incendio di via Chiaia. “Poco”, ha risposto. Una sola parola che vale più di qualsiasi descrizione tecnica. La cupola è crollata sulla platea. L’auditorium è completamente compromesso. Quello che era considerato uno dei luoghi teatrali più amati di Napoli, soprannominato la Bomboniera per le sue dimensioni raccolte e la sua eleganza, ha smesso di esistere nel giro di poche ore.

I danni economici sono devastanti. Una prima stima circolata tra gli addetti ai lavori dopo i rilievi tecnici parla di cifre comprese tra i 60 e i 70 milioni di euro. A questo si aggiunge un danno difficilmente quantificabile: se saltasse la stagione teatrale, il Sannazaro rischierebbe di perdere i contributi ministeriali che gli spettavano in quanto centro di produzione riconosciuto dal Ministero della Cultura. Un colpo doppio per una struttura già ridotta a scheletro fumante.

L’incendio ha risparmiato le vite umane ma non le abitazioni vicine. Ventidue appartamenti e studi professionali del palazzo che ospita il teatro sono stati evacuati per precauzione. Quattro persone sono rimaste intossicate dal fumo e trasportate in ospedale in codice giallo, mentre molti altri residenti della zona hanno raccontato di aver trascorso le prime ore della mattina con i fazzoletti sul naso, svegliati all’alba da una nube densa e irrespirabile che avvolgeva via Chiaia.

Lara Sansone e Salvatore Vanorio, proprietari del teatro, erano presenti sul posto per il sopralluogo. Di fronte alle macerie di quello che era il loro teatro hanno rivolto un appello accorato alle autorità presenti: il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia e il prefetto Michele di Bari. “Non ci abbandonate”, hanno chiesto al termine di un colloquio riservato. Parole che racchiudono la disperazione di chi ha visto bruciare non solo un edificio ma anni di lavoro, di spettacoli, di collaborazioni con i grandi nomi del teatro partenopeo.

Il sindaco Manfredi ha cercato di bilanciare la gestione dell’emergenza immediata con una prospettiva di lungo periodo. Da un lato ha firmato un’ordinanza che dispone misure urgenti per la salute pubblica: chiudere porte e finestre, non sostare all’aperto o sui balconi, lavare accuratamente frutta e verdura esposta al fumo. L’Agenzia regionale per l’ambiente ha installato una centralina nella zona per monitorare i livelli degli inquinanti nell’aria. Chi dovesse avvertire difficoltà respiratorie è invitato a contattare immediatamente un medico.

Dall’altro il primo cittadino ha promesso che la città si batterà per riavere il suo teatro. “È una ferita profonda per la storia e la cultura di Napoli”, ha dichiarato Manfredi, sottolineando come perdere un teatro storico rappresenti qualcosa che va ben oltre il danno materiale. “Cercheremo di fare di tutto per restituire il Sannazaro a Napoli”, ha aggiunto, senza però entrare nei dettagli di tempi e modalità di un eventuale restauro.

Nel frattempo la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per incendio colposo a carico di ignoti. Al momento si propende per un’origine accidentale, forse partita da un appartamento dello stesso edificio, ma i rilievi tecnici dovranno stabilire con certezza cause e responsabilità. Un teatro brucia, un’indagine comincia, una città conta le macerie e cerca di immaginare come sarà il futuro senza la sua Bomboniera.