Agguato al boss “Tripolino”, il commando uccide la moglie: lui è grave

Spari nella notte davanti a casa, a Cassano all’Ionio. Damiano Pepe, tornato libero nel 2019 dopo oltre 26 anni di carcere, è in condizioni critiche.

Cosenza – Una raffica di colpi ha squarciato il silenzio della notte e trasformato la soglia di casa in una scena di morte. Allo scoccare della mezzanotte, in contrada Lattughelle, popolosa frazione di Cassano all’Ionio al confine con Corigliano-Rossano, un commando armato ha teso un agguato a Damiano Pepe, 64 anni, conosciuto come “Tripolino” e ritenuto dagli inquirenti un elemento di spicco della criminalità organizzata della Sibaritide. Lui è rimasto gravemente ferito. A pagare con la vita è stata la moglie, Silvana Sibarelli, 60 anni, raggiunta dai proiettili esplosi contro la coppia.

Secondo le prime ricostruzioni, i killer avrebbero raggiunto la zona nei pressi dell’abitazione del 64enne, aprendo il fuoco a distanza ravvicinata sui due coniugi. Un’azione rapida e feroce, di chiaro stampo mafioso, che riporta la paura in una terra già segnata da anni di sangue. Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Cassano all’Ionio, guidati dal capitano Chiara Baione, impegnati nei rilievi e nella raccolta di ogni elemento utile.

Restano ancora da chiarire quanti fossero gli aggressori, la dinamica esatta dell’attacco e la via di fuga. Le condizioni di Pepe sono critiche. Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Corigliano-Rossano, è stato poi trasferito all’Annunziata di Cosenza. Per lui si è reso necessario un delicato intervento chirurgico.

Il suo nome non è nuovo alle cronache. Pepe è considerato dagli investigatori un esponente di vertice della cosca Abbruzzese-Pepe di Cassano. Era tornato in libertà nel 2019, dopo aver scontato oltre 26 anni di carcere per associazione mafiosa e omicidio.

Una storia familiare già macchiata di sangue: il fratello Eduardo fu ucciso nel 2002, durante la faida con il clan Forastefano che per anni ha scosso la Sibaritide. Ora gli inquirenti lavorano in tutte le direzioni per dare un volto ai killer e capire cosa ci sia dietro quei colpi esplosi nel buio. Intanto, a Lattughelle, resta lo sgomento per una donna di 60 anni uccisa sotto casa, nel cuore della notte.