Per oltre trent’anni ha portato su di sé il peso della morte della figlia sedicenne, trovata senza vita in un canyon nel 1995.
Cagliari – Se n’è andato con quella parola ancora sulle labbra. Giorgio Murgia, padre di Manuela Murgia, è morto a Cagliari senza aver ottenuto la verità che ha inseguito per tre decenni sulla morte della figlia sedicenne, trovata senza vita il 4 febbraio 1995 in fondo a uno dei canyon di Tuvixeddu.
Per le forze dell’ordine si trattò di suicidio, una tesi che la famiglia non ha mai accettato.
Autotrenista in pensione, nato a Villa San Pietro e trasferitosi a Cagliari passando per Monserrato, Murgia lascia sei figli. Ad annunciare la sua dipartita sono stati gli stessi familiari con un messaggio che unisce il dolore alla dignità:
“Ha lottato a lungo, portando nel cuore per trent’anni il peso di un dolore indicibile. Tra le sue ultime parole ha lasciato un testamento di speranza: giustizia per la bambina. Una giustizia che ha aspettato invano per tre decenni, ma che la sua famiglia continuerà a cercare per lui”.