Vocali con minacce e insulti rivolti a una conoscente che aveva commentato sui social le aggressioni di Monteverde. Lei l’ha denunciata.
Roma – C’è chi, davanti allo scandalo che ha travolto il proprio figlio, sceglie il silenzio. E chi invece afferra il telefono e risponde colpo su colpo. È indagata per minacce aggravate la madre di uno dei due minorenni della cosiddetta “banda della minicar”, i ragazzi di 16 e 17 anni che a inizio ottobre hanno seminato il terrore tra Monteverde e Testaccio, prendendo di mira passanti, ciclisti e persone in monopattino scelti a caso. Nel suo mirino è finita una conoscente, colpevole di aver commentato sui social un articolo sulle aggressioni.
A ricostruire la vicenda è Il Messaggero. Tutto comincia il 17 ottobre, quando la donna lascia il suo commento sotto un post dedicato al caso. La reazione non si fa attendere: per quasi una settimana, fino al 23 ottobre, le arrivano messaggi e vocali su Facebook carichi di insulti e intimidazioni. “Ti faccio cambiare i connotati”, “Vengo giù dove stai”, “Ti sconocchio io”. E ancora: “Ti faccio ritrovare a pezzettini”, “Ti faccio passare un brutto quarto d’ora”, fino all’avvertimento più inquietante: “Vengo nel quartiere tuo, cerca di rimanerci se ce la fai”.
Parole che, ripetute giorno dopo giorno, hanno fatto temere alla destinataria per la propria incolumità. Prima ha bloccato il profilo, poi si è rivolta agli avvocati Gian Maria e Pietro Nicotera e ha sporto denuncia. In Procura è stato aperto un fascicolo. “La nostra assistita conosce personalmente la donna e sa anche dove vive”, spiegano i legali. “Abbiamo fornito tutta la documentazione, sia dei messaggi pubblicati sui social che di quelli vocali”.
Sullo sfondo resta la scia di violenza che ha sconvolto la Capitale. La vittima più grave è l’attore Davide Iacopini, colpito con un calcio dal passeggero della minicar mentre viaggiava in monopattino in via Anton Giulio Barrili, la sera del 5 ottobre. La caduta gli ha provocato un grave trauma cranico: due delicati interventi al San Camillo, oltre venti giorni di terapia intensiva e ora il trasferimento in Neurochirurgia, dove le sue condizioni sono migliorate.
I due ragazzi, indagati a piede libero per tentato omicidio in concorso, lesioni personali aggravate e percosse, hanno confessato. E la spiegazione data agli inquirenti fa più paura dei reati stessi: “L’abbiamo visto fare su TikTok. Ci sono questi video dove ci sono persone che danno spintoni a passanti scelti a caso. Nessuno si faceva niente. Credevamo che avrebbe funzionato anche per noi”.



