Il mistero di Mirella Gregori, dopo 43 anni si indaga ancora

La 15enne sparì nel 1983 dopo una citofonata. Convocato in commissione un ex deejay, mentre spuntano una botola murata e un misterioso “John”.

Roma – Una voce al citofono, un nome detto in fretta alla madre e una promessa che non è mai stata mantenuta: “Mamma, è Alessandro, scendo a salutarlo e torno tra dieci minuti”. Era il pomeriggio del 7 maggio 1983 quando Mirella Gregori, 15 anni, uscì di casa in via Nomentana, a Roma, senza soldi né documenti. Da allora nessuno l’ha più vista. Quarantatré anni dopo, la sua famiglia aspetta ancora una risposta, e la commissione parlamentare d’inchiesta prova a dare un volto a quella voce.

Proprio oggi, giovedì 5 novembre, a Palazzo San Macuto è stato convocato Alessandro Sensini, all’epoca deejay in diversi locali romani, tra cui il Piper, e fidanzato di una vicina di casa di Mirella. Lo spunto è un appunto nel diario della ragazza, scritto circa un anno prima della scomparsa: “Discoteca Viking – Ho conosciuto Alessandro“. Accanto, un aggettivo scherzoso: “Bonuz”. Che sia stato lui a citofonare, però, per ora è da escludere. La sua ex moglie, sentita a luglio, ha detto che Sensini non conosceva Mirella.

Il mistero di quel nome dura da allora. Gli investigatori pensarono subito a un ex compagno delle medie, che però quel sabato era altrove e non la sentiva da tempo. Marco Accetti, il fotografo che nel 2013 si accusò da solo del rapimento di Mirella e di Emanuela Orlandi, oggi indagato per il duplice sequestro, sostiene invece che “Alessandro” fosse un nome in codice.

Prima di sparire, Mirella passò dal bar sotto casa, dove parlò per una decina di minuti con la migliore amica, Sonia De Vito, figlia dei titolari. Ed è proprio lì che Il Corriere della Sera, a settembre, ha scoperto un locale sotterraneo nascosto da una botola chiusa con il cemento. “Sonia sa qualcosa”, ha detto a Chi l’ha visto? l’avvocato della famiglia, Nicodemo Gentile, precisando che non ha alcuna responsabilità. E ora c’è anche una nuova intercettazione: la madre di Mirella, al telefono, parlava di un misterioso “John” che forse la frequentava in quel periodo.

“Un episodio così devastante ti rovina la vita per sempre”, ha detto in tv la sorella Maria Antonietta, che da oltre quarant’anni non smette di cercarla. Quella promessa di tornare in dieci minuti, per lei, è ancora una ferita aperta.