Il 6 e 7 novembre rappresentanti delle fedi, istituzioni e mondo accademico si confronteranno su sei proposte per promuovere la pace.
Galtellì (Nuoro) – Unire le grandi tradizioni religiose e le culture laiche per promuovere il dialogo, prevenire i conflitti e portare proposte concrete alle istituzioni internazionali. È l’obiettivo della II Convention mondiale “Verso l’ONU delle religioni”, in programma il 6 e 7 novembre nella sala Anfiteatro di Galtellì. L’iniziativa riunirà rappresentanti delle diverse fedi, esponenti delle istituzioni, studiosi ed esperti di diritti umani, con l’intento di elaborare una piattaforma comune da sottoporre all’ONU, all’Unione interparlamentare e ai Parlamenti del mondo.
La Convention è promossa dall’Associazione Istituto delle Culture Religiose per l’Umanità e la Pace “Demetrio Marco De Luca – Siamo tutti fratelli”, presieduta da Angelo Rojch, con Francesco Beltrame Quattrocchi alla guida dell’Alto Comitato. Il progetto riprende il pensiero del professor Demetrio Marco De Luca, filosofo e studioso delle culture religiose scomparso nel 2022, che per decenni ha promosso il confronto internazionale tra fedi, istituzioni e mondo accademico. All’iniziativa hanno aderito anche i cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, e Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme.
Le sei proposte per il dialogo e la pace
Al centro dei lavori ci saranno sei proposte strategiche: la creazione di un Parlamento delle culture religiose, una Magna Charta, un Codice etico universale, un nuovo ruolo dell’ONU nella tutela delle minoranze religiose, la definizione dello status delle religioni monoteistiche a Gerusalemme e una risposta comune delle culture religiose alla crisi etica della società e del mondo giovanile.
I lavori si articoleranno in sessioni dedicate all’elaborazione e alla stesura delle proposte, con il contributo di rappresentanti delle tradizioni cristiana, ebraica, islamica, buddista e delle culture laiche. Tra gli ospiti figurano l’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, il rabbino e attivista per i diritti umani Alexander Goldberg, la principessa Soraya Malek, il vescovo Luis Miguel Perea e numerosi esponenti del mondo accademico e istituzionale.
La seconda giornata sarà dedicata anche al progetto di un Centro euro-mediterraneo e alla proposta di una Piattaforma Sardegna Mediterranea, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’isola come punto di collegamento tra Europa e Africa. Sono previsti interventi di rappresentanti della Regione Sardegna, delle università, delle istituzioni europee e delle organizzazioni culturali e religiose. Le conclusioni saranno affidate, tra gli altri, ad Angelo Rojch, Attilio Mastino e Tulia Ackson, già presidente dell’Unione interparlamentare.
Nove statue in basalto per la Via dei Simboli
Il programma proseguirà domenica 8 novembre alle 9.30 con la presentazione del progetto “Via dei Simboli delle Culture Religiose”. L’iniziativa prevede la realizzazione di un percorso monumentale composto da nove statue in basalto, dedicate ai simboli delle diverse tradizioni religiose e concepite come tappe di un cammino comune di dialogo e fratellanza.
Il percorso sorgerà nell’area della cattedrale di San Pietro e sarà integrato con il Museo a cielo aperto della Civitas Galtellina, dedicato alla storia del Crocifisso de Los Milagros e al patrimonio spirituale del paese. La pietra, elemento caratteristico del paesaggio sardo, diventerà così il materiale attraverso cui rappresentare l’incontro tra le diverse fedi e i valori condivisi della pace.
Alla presentazione interverranno il sindaco Franco Solinas, l’assessore alla Cultura Vincenzo Gallus e il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni. Saranno illustrati il progetto architettonico e il prototipo dei simboli, con i contributi di tecnici, artisti ed esperti di comunicazione. Le conclusioni saranno affidate ad Ángel Manrique Terrón, dell’Accademia delle Belle Arti di Madrid.



