Frigo dei supermercati a 50 gradi, l’attacco hacker sbarca in Sicilia: cibo da buttare

Colpiti almeno quattro punti vendita Coop tra Catania e Palermo. Raffica di sabotaggi in mezza Europa.

Catania – Nessuna porta forzata, nessun vetro in frantumi: è bastato un click. Alle 4 del mattino di lunedì 2 novembre, mentre le città dormivano, qualcuno ha messo le mani sui termostati dei supermercati e ha alzato la temperatura. Così i banchi frigo e i congelatori di almeno quattro punti vendita Coop in Sicilia (tre a Catania e uno a Palermo) si sono trasformati in forni, mandando in malora la merce esposta. È l’ultima tappa di un’ondata di attacchi informatici che sta mettendo in ginocchio la grande distribuzione di mezza Europa.

A confermarlo è Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i supermercati a marchio Coop nell’isola: “L’attacco ha portato alla modifica dei parametri della temperatura, surriscaldando i banchi e provocando un deperimento degli alimenti. Stiamo calcolando i danni. In alcuni casi abbiamo risolto”. L’amministratore delegato Danilo Radenza parla di un’incursione nel “sistema di telecontrollo dei banchi surgelati“. L’azienda ha già allertato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, mentre la polizia postale sta cercando di risalire all’origine dell’attacco e di capire se ci siano legami con quanto accaduto all’estero.

Perché la Sicilia è solo un tassello di un mosaico ben più grande. In Svezia le catene Ica e Coop hanno dovuto chiudere per ore alcuni negozi e svuotare i freezer: “Stanno ricominciando a raffreddarsi, ma è già tutto rovinato”, ha raccontato sconsolato alla tv pubblica Svt il responsabile di un punto vendita. In Belgio sono finiti nel mirino decine di negozi di colossi come Delhaize, Carrefour, Intermarché e Spar, e la procura federale ha aperto un’indagine. Episodi analoghi in Estonia, Lussemburgo e Irlanda, con temperature schizzate oltre i 50 gradi.

Il copione è lo stesso già visto in Francia poche settimane fa. I pirati informatici sfruttano le falle dei vecchi sistemi di controllo della refrigerazione, in larga parte forniti dalla danese Danfoss e ormai incapaci di ricevere aggiornamenti di sicurezza, e attivano a distanza un ciclo di sbrinamento prolungato. Risultato: la catena del freddo si spezza e si temono tonnellate di cibo da gettare nella spazzatura.

Un sabotaggio che preoccupa Bruxelles. “Si tratta di un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori“, ha tuonato il commissario Ue all’Agricoltura Christophe Hansen, precisando che la sicurezza alimentare “non è attualmente a rischio, ma lo spreco alimentare e l’impatto sulle imprese sono reali”.

E in Italia l’allarme è già scattato. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha ricevuto la notifica di un incidente da un’azienda toscana della ristorazione collettiva e ha individuato un attacco ai danni di un’impresa emiliana di surgelati. Agli operatori della grande distribuzione chiede di verificare con la massima urgenza se i sistemi di controllo siano esposti su internet e di isolarli dalle reti aziendali.

Oggi alle 11.30 il dossier approda a Palazzo Chigi, in una riunione coordinata dal sottosegretario Alfredo Mantovano con i vertici dell’Agenzia e dei servizi di intelligence. Si muove anche il Copasir, che chiederà informazioni al governo. Perché stavolta, nel mirino degli hacker, non ci sono dati o password: c’è il cibo nel carrello degli italiani.