Esce all’alba per una sigaretta e non torna più: Simone trovato morto a 19 anni

Il corpo è stato trovato vicino ai binari della Udine-Gemona dopo oltre 10 ore di ricerche. Sarà il magistrato a chiarire cosa è successo.

Udine – Una sigaretta fuori casa, nel buio di un giovedì mattina, ben prima dell’alba. Poi il silenzio, oltre 10 ore di angoscia e la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire. Si è conclusa nel modo più tragico la ricerca di Simone Noacco, 19 anni, uscito a piedi dalla sua abitazione di Magnano in Riviera intorno alle 5 di giovedì 29 ottobre e mai più rientrato. Nel pomeriggio il suo corpo senza vita è stato ritrovato lungo i binari della linea ferroviaria Udine-Gemona, sotto il cavalcavia della strada che porta alla statale 13.

A dare l’allarme è stata la mamma, Daniela. Non vedendolo rientrare, alle 8 del mattino la famiglia si è rivolta ai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Sui social è rimbalzato in poche ore l’appello con la foto del ragazzo: capelli biondi, occhi castani, una giacca nera con una fascia bianca e pantaloni neri. Chiunque lo avesse visto era pregato di farsi avanti.

La macchina delle ricerche si è messa in moto subito. La Prefettura ha attivato il Piano provinciale di ricerca e le pattuglie hanno battuto palmo a palmo la zona collinare, dove – secondo quanto riferito dalla madre – il telefono del giovane avrebbe agganciato una cella. Una ricerca frenetica, seguita col fiato sospeso da un’intera comunità.

Poi, poco prima delle 15.30, il ritrovamento. Il corpo si trovava nei pressi dei binari, nel tratto tra Tarcento e Buja. Secondo Telefriuli, la morte sarebbe stata causata dall’impatto con un convoglio in transito. La circolazione ferroviaria tra Gemona e Udine è stata sospesa per consentire i rilievi. Spetterà ora al magistrato di turno chiarire le circostanze della tragedia.

Sul posto, increduli, sono arrivati anche gli amici di Simone, in sella alle loro moto: la stessa passione che condividevano con lui. Le comunità di Magnano in Riviera e Tarcento si sono strette attorno alla famiglia, travolta da un dolore che nessuna parola può alleviare. Restano una foto passata di telefono in telefono e una domanda che, per ora, non ha risposta.