Patrizia Monteleone era in carrozzina da due anni dopo un ictus. Per l’accusa Carmine Civitillo l’avrebbe soffocata prima di spingerla in acqua.
Como – Per oltre un mese è rimasta sospesa tra il giallo e la fatalità: una donna fragile, incapace di muoversi da sola, trovata senza vita nella piscina di casa. Ora l’inchiesta della Procura di Como imbocca la strada più cupa. Ieri sera, 31 ottobre, i carabinieri hanno arrestato Carmine Civitillo, 76 anni, ex marito di Patrizia Monteleone, la 64enne morta il 27 settembre nella villetta di lui a Buccinigo, frazione di Erba. L’accusa è pesantissima: omicidio volontario pluriaggravato.
Quella domenica era stato proprio l’uomo a dare l’allarme. Ai carabinieri aveva raccontato di essere uscito di casa al mattino presto per andare verso Lecco, lasciando la donna da sola, e di essere rientrato solo verso l’ora di pranzo. Al suo ritorno, la carrozzina abbandonata a bordo vasca, reclinata in avanti e bagnata, e l’ex moglie in acqua. Aveva chiamato il figlio, che vive poco distante: insieme l’avevano tirata fuori, ma per lei non c’era più nulla da fare.
Una versione che non ha mai convinto gli investigatori. Patrizia, colpita due anni fa da un ictus che l’aveva resa invalida, non era in grado di spostarsi da sola, né tra le stanze né in giardino. Era tornata a vivere in quella casa, con l’ex marito e la figlia Eleonora, solo perché non si era trovata un’altra sistemazione. E proprio la figlia, all’indomani della tragedia, aveva affidato a Facebook un dubbio inquietante: la madre era morta “per cause ancora da capire, se è stata lei o se è stato qualcun altro”.
Secondo la ricostruzione della Procura, con il Pm Alessandra Bellù, quella mattina Civitillo le avrebbe compresso la bocca per impedirle di gridare, l’avrebbe spinta sulla sedia a rotelle fino al bordo della piscina e poi l’avrebbe gettata in acqua. L’autopsia avrebbe evidenziato lacerazioni alla bocca, compatibili con un soffocamento. A smentire il racconto dell’uomo ci sarebbero anche le immagini della videosorveglianza, le intercettazioni e gli esperimenti tecnici svolti dai carabinieri nella villetta, rimasta sotto sequestro.
Pochi giorni dopo la morte, raggiunto dalle telecamere de “La vita in diretta”, l’ex marito aveva mostrato tutto il suo distacco. Al figlio, aveva raccontato, aveva detto: “Vieni subito qua che c’è tua mamma, arrangiatevi voi”. E poi: “Io non mi interesso niente di loro. Se ero in buoni rapporti con lei? No, ripeto, sono divorziato da dieci anni”.
I carabinieri lo hanno rintracciato in provincia di Benevento, la sua terra d’origine, dove si era trasferito da qualche giorno. Ora è in carcere. Restano il dolore di tre figli e l’immagine di una donna indifesa che, da sola, quell’acqua non avrebbe mai potuto raggiungerla.



