Sciolti nella notte i presidi nel Casertano, nel Salernitano e a Napoli. Code infinite ai distributori: “Servirà fino a una settimana per tornare alla normalità”.
Napoli – La morsa si è allentata nel cuore della notte, ma le ferite restano tutte lì, visibili a occhio nudo: pompe di benzina a secco, file chilometriche di auto in attesa del pieno e supermercati ridotti a deserti di scaffali vuoti. Dopo giorni di scioperi che hanno messo in ginocchio la Campania, gli autotrasportatori e gli agricoltori in rivolta contro il caro gasolio hanno smontato tutti i presidi sulla rete autostradale del Casertano e del Salernitano. Sciolto anche il presidio di Napoli, nella zona del varco Bausan, porta d’accesso al porto.
È la fine di un assedio che ha paralizzato un’intera regione. Per giorni i Tir fermi hanno bloccato strade e svincoli, e a Napoli i mezzi pesanti hanno stazionato in via Argine, nella zona orientale della città, dove ha sede una delle due raffinerie, impedendo l’uscita delle cisterne. Un tappo che ha lasciato a secco i distributori: solo nelle ultime ore le forze dell’ordine hanno scortato con le volanti i rifornimenti alle pompe.
Ma la normalità è ancora lontana. Molti impianti espongono il cartello del tutto esaurito, mentre davanti a quelli aperti si formano lunghe code di automobilisti esasperati. E chi riesce a fare il pieno paga caro: secondo il Mimit, in autostrada il gasolio viaggia a 2,3 euro al litro.
Il fronte più doloroso resta quello della spesa. Nei supermercati mancano frutta, verdura, carne e pesce, e il riassortimento sarà lento. “Per tornare alla normalità serviranno dai tre ai sette giorni”, ha avvertito Mauro Lusetti, presidente di Conad e vicepresidente di Confcommercio, che parla di danni per diversi milioni distribuiti su tutta la filiera: “Dall’inizio della protesta non era uscito nessun camion dai nostri depositi”.
La svolta è arrivata dopo che il Consiglio dei ministri ha varato un decreto da 175 milioni di euro: 105,2 milioni per l’autotrasporto, 60 per l’agricoltura e 10 per la pesca. “Pochi soggetti continuano i blocchi, non tolleriamo intimidazioni”, ha tuonato la premier Giorgia Meloni, mentre il Garante degli scioperi ha chiesto la precettazione dei camionisti. Misure che però non convincono tutti: nel pomeriggio di ieri, durante un corteo lento per le strade di Napoli, molti autotrasportatori si sono detti “delusi” dal provvedimento.
Il paradosso è servito: la protesta è finita, ma per i cittadini la vera odissea, tra pompe vuote e carrelli desolati, comincia adesso.



