Strage di cani a Trecastagni, sette randagi avvelenati

I volontari che li accudivano ogni giorno hanno trovato i corpi. Era già successo un anno fa. Domenica sit-in in piazza.

Catania – Li conoscevano uno per uno, li sfamavano ogni giorno e continuavano a chiamarli “cuccioli”. Ora, al loro posto, restano soltanto sette corpi senza vita. A Trecastagni, paese di circa 11.500 abitanti alle pendici dell’Etna, sette cani randagi sono stati avvelenati, secondo la denuncia dei volontari che se ne prendevano cura: sono stati loro a trovarne i cadaveri, a lanciare l’allarme sui social e a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Il dolore si mescola alla rabbia, perché per chi vive accanto a questi animali non si tratta di una fatalità. “Assurdo che nel 2026 accadano queste cose – dicono gli operatori – come già successo in precedenza ed esattamente l’anno scorso, i volontari che si occupano giornalmente di questi sette cuccioli hanno scoperto con grande rammarico i loro cadaveri. Questi cuccioli non facevano del male ad alcuno“.

Un copione che si ripete, dunque. E che stavolta la rete di volontari e protettori degli animali non vuole lasciar passare sotto silenzio. Per domenica 25 ottobre, dalle 11 alle 13, è stato organizzato un sit-in in piazza Marconi, nel cuore del paese, annunciato anche sul gruppo Facebook SOS Trecastagni e dintorni. L’obiettivo è fermare la strage di cani sul territorio e sensibilizzare residenti, cittadini e turisti sul maltrattamento e l’abbandono degli animali.

“Non lasciamo impuniti i vili reati contro anime innocenti – è l’appello dei volontari – che hanno diritto alla vita e all’esistenza protetta sul territorio”.

La legge, almeno sulla carta, sta dalla loro parte. Con la riforma dei reati contro gli animali, in vigore da luglio 2025, chi uccide un animale per crudeltà o senza necessità rischia da sei mesi a tre anni di reclusione e una multa da 5.000 a 30.000 euro, con un aumento di pena quando le vittime sono più di una. Ma per arrivare a una condanna, prima, bisogna trovare un responsabile.

Domenica, in piazza Marconi, i volontari chiederanno proprio questo: che chi ha ucciso quei sette cani non resti impunito. E che il prossimo autunno non ci sia un’altra conta da fare.