Ottantadue anni fa la strage del 20 ottobre 1944. Il sindaco Sala davanti al monumento con i sopravvissuti e i fratelli delle vittime: inaugurato un totem per non dimenticare.
Milano – Erano le 11.29 di una mattina serena. I bambini della scuola elementare “Francesco Crispi” di Gorla stavano scendendo le scale, in fila, per raggiungere il rifugio antiaereo, quando una bomba centrò in pieno il vano scale. In pochi istanti l’edificio si trasformò in una tomba: morirono 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice, quattro collaboratori scolastici e un’infermiera. Era il 20 ottobre 1944. Oggi, a ottantadue anni di distanza, Milano si è fermata ancora una volta per ricordare i suoi Piccoli Martiri, una ferita che il tempo non è mai riuscito a rimarginare.
Quella mattina i bombardieri americani B-24, decollati dalla base di Castelluccio dei Sauri, vicino a Foggia, avevano un obiettivo preciso: gli stabilimenti della Breda di Sesto San Giovanni. Ma, secondo le ricostruzioni storiche, un errore di rotta portò una parte della formazione lontano dal bersaglio. Invece di liberarsi del carico in aperta campagna, gli aerei sganciarono le bombe sul centro abitato: quasi 80 tonnellate di esplosivo piombarono sui quartieri di Gorla e Precotto. Gli allarmi erano suonati, molti avevano fatto in tempo a mettersi al riparo. Per i bambini della Crispi, invece, quei pochi gradini verso la salvezza furono gli ultimi.
Stamattina, dopo la messa nella chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù, la cerimonia si è svolta davanti al monumento di piazza Piccoli Martiri, eretto sopra la Cripta che custodisce le spoglie dei piccoli e dei loro maestri. Accanto al sindaco Giuseppe Sala e ai rappresentanti delle istituzioni civili e religiose c’erano alcuni sopravvissuti e i fratelli e le sorelle delle giovani vittime: volti segnati da un dolore che, a più di ottant’anni, non ha smesso di bruciare.

Nel corso della mattinata è stato inaugurato anche un nuovo totem commemorativo, voluto dal Comune insieme all’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG). Racconta la tragedia di quel giorno e la storia del monumento, perché anche chi passa di lì per caso sappia cosa è successo.
Il ricordo non si ferma qui. Stasera alle 21 il Teatro Officina ospita il reading “Rinascere dalle macerie”, replicato domani mattina per le scuole. Sabato 24 e domenica 25 ottobre il Teatro della Cooperativa riporta in scena “Gorla fermata Gorla” di Renato Sarti, costruito sulle voci dei sopravvissuti. Alla Fabbrica del Vapore sabato vengono presentate le mostre “Milano 1940-1945. Guida alla città ferita” e “La campanella di Gorla”, aperte fino al 4 novembre, mentre domenica alle 17.30 la Fondazione Villa Mirabello ospita l’incontro “Milano, 20 ottobre 1944: era un giorno sereno…”. Nel weekend sono previste anche visite guidate nei luoghi della strage.
Sotto il monumento, nella cripta, un’iscrizione accoglie ancora oggi chi scende a portare un fiore: “E vi avevo detto di amarvi come fratelli”. Un monito che, a ottantadue anni da quel cielo sereno diventato inferno, Milano continua a ripetere ai suoi figli.



