Cortei in 13 città contro caro vita, salari da fame e tasse. Da Roma Landini annuncia lo sciopero generale per il prossimo 20 novembre.
Milano – Partono dai social, senza bandiere di partito né sigle sindacali, e in poche ore trasformano il sabato di 13 città italiane in una lunga giornata di protesta. È il popolo di “Italia in piazza”, il movimento spontaneo nato sulle chat e lanciato in contemporanea con le mobilitazioni francesi, sceso in strada contro il caro vita, gli stipendi da fame e una pressione fiscale giudicata insostenibile. A Milano la rabbia è esplosa in violenza: una fitta sassaiola contro gli agenti, le cariche della polizia e il centro storico trasformato in campo di battaglia. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine anche a Torino e Bologna.
A Milano il corteo è partito verso le 15 da piazza Duomo, con oltre 5mila manifestanti – quasi tutti giovanissimi – diretti verso il Cimitero Monumentale. La tensione è esplosa quasi subito: già alla partenza sono volati fumogeni e bombe carta. Il momento più duro in via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, dove il serpentone si è bloccato e una pioggia di sassi si è abbattuta sugli agenti in tenuta antisommossa.
La risposta è stata una carica di alleggerimento. Il corteo si è spezzato in due, con gruppi di ragazzi che hanno ripiegato verso via Bossi. Poco dopo un nuovo faccia a faccia con le forze dell’ordine, che hanno replicato con una doppia carica più decisa. Nel fuggi fuggi si contano alcuni contusi, tavolini divelti e un agente ferito. Danneggiate le pensiline Atm e le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici.

Da Nord a Sud i cortei hanno attraversato Napoli, Torino, Firenze, Roma e Bologna. Nella Capitale la manifestazione promossa dalla Cgil “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione” ha visto la partecipazione dei volti del Campo largo: la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Ccnte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs). Il segretario della Cgil Maurizio Landini, dal palco, ha annunciato uno sciopero generale per il prossimo 20 novembre: “Siamo davvero tanti, penso possiamo essere più di 100mila persone, difendiamo la democrazia praticandola”.



