Picchiato dal branco solo perché disabile, lo scempio finisce sui social

Choc a Belgioioso: un uomo di 33 anni massacrato in piazza da sei giovani. Il pestaggio ripreso con i cellulari e postato online.

Pavia – C’è una cattiveria gratuita, cieca e vigliacca, che sceglie la vittima più indifesa e ne fa un trofeo da esibire. È quella che si è abbattuta su un uomo di 33 anni affetto da disabilità, preso di mira per puro divertimento da un branco di sei giovani nel cuore di Belgioioso, piccola cittadina alle porte di Pavia. Non bastava il pestaggio: le immagini della violenza sono finite sui social, trasformando il dolore di un innocente in uno spettacolo da condividere con un clic.

Tutto è cominciato nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre. Il 33enne camminava da solo in via Cairoli quando ha incrociato il gruppo, ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni, residenti in paese e nei comuni vicini. Prima gli insulti, poi la furia: in piazza Vittorio Veneto l’uomo è stato aggredito senza alcun motivo, preso a schiaffi, calci e pugni e deriso proprio per la sua fragilità.

La violenza si è ripetuta in tre riprese nell’arco di pochi minuti, immortalata per ben tre volte dalle telecamere di sorveglianza del centro. Mentre alcuni colpivano, altri filmavano con il telefonino, incuranti delle urla della vittima e delle richieste di aiuto dei passanti, che hanno dato l’allarme al 112.

Quando i carabinieri della stazione di Belgioioso sono arrivati sul posto, del branco non c’era più traccia. Alcuni residenti avevano intanto soccorso l’uomo, contuso e sotto choc, accompagnandolo in ospedale. Ma la crudeltà non era finita: a nemmeno un’ora dall’aggressione, il video del pestaggio era già stato caricato sui principali social, esponendo la vittima a una vera e propria gogna mediatica.

Le conseguenze sono devastanti. A causa delle ferite e del trauma subìto, il 33enne è stato ricoverato in una comunità terapeutica, dove ancora oggi, a un mese di distanza, viene seguito da personale specializzato: le sue condizioni psicologiche restano gravi.

Grazie alle immagini delle telecamere, i militari hanno ricostruito in tre settimane di indagini l’intera serata, dando un nome a tutti i componenti del gruppo. I sei giovani sono stati denunciati e segnalati alla procura di Pavia e a quella per i minorenni di Milano. Le accuse, a vario titolo e in concorso, sono pesantissime: lesioni personali aggravate dalla minorata difesa della vittima, diffamazione aggravata, trattamento illecito di dati personali per i filmati pubblicati, omissione di soccorso e violazione delle norme contro il cyberbullismo.