Alla guida c’era una donna di 65 anni, che – forse perché era distratta dal cellulare – ha invaso la corsia opposta.
Firenze – C’è un rito che, la domenica mattina, sa di libertà: inforcare la bici quando il cielo è ancora pallido, ritrovarsi in gruppo e macinare chilometri lungo le strade che costeggiano l’oasi dei Renai, prima che il traffico si svegli. Quel rito, questa mattina, si è trasformato in un groviglio di lamiere e biciclette accartocciate. Erano da poco passate le 9 quando un’automobile ha invaso all’improvviso la corsia opposta e si è abbattuta come un ariete sul plotone dei cicloamatori, in via Arte della Paglia, scaraventando i primi contro il parabrezza e lasciando sull’asfalto un intrico di corpi, cerchioni piegati e telai spezzati.
Il bilancio è pesantissimo: otto feriti, molti dei quali arrivati da Prato per la consueta pedalata domenicale. Avevano tutti tra i 60 e i 70 anni, l’età in cui la bicicletta è ormai salute e abitudine. A pagare il prezzo più alto è stato un uomo, sbalzato con violenza contro il vetro della vettura e ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Careggi, dove è arrivato in volo con l’elicottero Pegaso del 118: per lui i medici parlano di un serio trauma cranico. Secondo le prime ricostruzioni altri feriti sarebbero in condizioni serie, con prognosi riservata.
Sul posto è andata in scena una disperata corsa contro il tempo: ambulanze, automediche e numerose squadre di soccorso – dalle Misericordie di San Mauro a Signa, Campi Bisenzio e Poggio a Caiano alle Pubbliche assistenze di San Donnino e Prato Sud – si sono riversate lungo l’arteria che costeggia la zona industriale, mentre i volontari tamponavano le ferite dei ciclisti riversi a terra.
Alla guida di una Seat Ibiza c’era una donna di 65 anni, che procedeva in direzione di Campi Bisenzio. Stando ai primi rilievi, la vettura avrebbe improvvisamente sbandato finendo nella corsia opposta, proprio quella percorsa dal gruppo. Scesa sotto shock dall’abitacolo, la conducente si sarebbe subito scusata con i ciclisti, ammettendo di aver perso il controllo dell’auto.
Resta da sciogliere il nodo più delicato: il perché di quella sterzata fatale. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di una distrazione, forse legata a uno sguardo di troppo al cellulare, come riferito da alcuni testimoni. Si tratta però di una circostanza ancora tutta da verificare, non di una causa accertata. La donna è risultata negativa all’alcol test e sulla dinamica indagano i carabinieri della compagnia di Signa, che hanno effettuato i rilievi per ricostruire ogni istante dello schianto.



