Giro di vite sui sostegni ai genitori di minorenni colpevoli di reati

Il provvedimento mira a revocare i benefici comunali non primari ai nuclei familiari dei giovani condannati, affiancando un percorso educativo con i servizi sociali.

Roma – Una misura pensata per legare il sostegno economico pubblico al senso di responsabilità genitoriale. Nasce con questo obiettivo il disegno di legge presentato al Senato da Matteo Gelmetti (Fratelli d’Italia), che prende spunto dalla scelta del primo cittadino di Legnago di tagliare i contributi locali ai parenti di due ragazzi coinvolti in episodi di rapina e violenza.

L’impianto normativo attribuisce ai municipi la facoltà di sospendere le agevolazioni e i contributi facoltativi – ovvero quelli non legati ai bisogni fondamentali o ai diritti inviolabili della persona – nel caso in cui un minore rimanga destinatario di una condanna in primo grado ad almeno un anno di reclusione. Parallelamente alla stangata economica, il testo definisce un piano rieducativo personalizzato a cura delle strutture sociali, che potrà impegnare i tutori per un arco di dodici mesi.

La procedura non sarà immediata: gli enti locali dovranno garantire un periodo di contraddittorio di un mese per consentire alla famiglia di presentare memorie o giustificazioni. Intanto alla Camera si spinge per una formulazione ancora più rigida; il deputato Galeazzo Bignami ha infatti annunciato un’iniziativa speculare destinata a rendere l’annullamento dei sussidi un automatismo di legge, rimuovendo ogni margine di valutazione discrezionale da parte dei sindaci.