Chico Forti, la svolta dopo 26 anni: libero di giorno, in cella solo la notte

Il Tribunale di sorveglianza di Verona ha concesso la semilibertà all’ex imprenditore trentino, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike.

Verona Dopo 26 anni scanditi dalle sbarre e dal peso di una condanna all’ergastolo, per Chico Forti si apre finalmente uno spiraglio di libertà. Il Tribunale di sorveglianza di Verona ha concesso la semilibertà all’ex imprenditore trentino, oggi 67enne, detenuto nel carcere di Montorio dal suo rientro in Italia nel maggio del 2024. Da adesso potrà varcare il cancello del penitenziario al mattino e farvi ritorno soltanto per la notte, in attesa del prossimo, decisivo capitolo giudiziario.

La decisione è arrivata al termine dell’udienza celebrata mercoledì 16 settembre. I giudici hanno accolto la richiesta dei legali, gli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma, che da tempo chiedevano un allentamento del regime detentivo. Nei fatti, la giornata di Forti cambierà poco: dallo scorso dicembre l’uomo svolge già 40 ore settimanali di volontariato presso un’azienda agricola veronese, uscendo la mattina e rientrando la sera.

Sul suo nome pesa il delitto di Miami: la morte di Dale Pike, consumatasi in Florida nel febbraio del 1998. Un omicidio per cui Forti è stato condannato all’ergastolo e ha trascorso oltre vent’anni nelle carceri statunitensi, continuando a proclamarsi innocente. Una tesi sposata perfino dal fratello della vittima, Bradley Pike, che più volte si è esposto pubblicamente in difesa dell’ex velista.

Il rientro in patria, nel maggio del 2024, era stato il frutto di una lunga trattativa diplomatica condotta dal governo: ad attenderlo in aeroporto c’era la premier Giorgia Meloni. Ma la strada verso la libertà è rimasta in salita. Nel marzo di quest’anno la Cassazione aveva ribadito la necessità del carcere, parlando di “mancato ravvedimento interiore e mancato risarcimento ai familiari della vittima”.

Ora la semilibertà segna il primo, concreto passo verso la libertà condizionale. L’udienza chiamata a pronunciarsi è già in calendario per i primi mesi del 2027. Intanto Forti coltiva un desiderio semplice: poter tornare più spesso a Trento, ad abbracciare la madre.