Cambiano i prezzi delle prestazioni specialistiche e dei codici di assistenza protesica, ma il tetto massimo regionale eviterà rincari concreti per molti pazienti.
Il nuovo tariffario nazionale del Servizio sanitario, in vigore dal 21 settembre, non si traduce automaticamente in una spesa più alta per i cittadini. Il ticket, infatti, non coincide con la tariffa: dipende dalle regole di compartecipazione alla spesa, dalle esenzioni e dalle disposizioni regionali, e si calcola sommando gli importi delle prestazioni indicate in ricetta entro il limite fissato da ciascuna Regione, che nella maggior parte dei casi non supera i 36,15 euro.
Per questo motivo, anche quando una prestazione costerà di più secondo il nuovo tariffario, l’assistito continuerà a pagare al massimo quella cifra: è il caso dell’agoaspirato della mammella, che pur salendo teoricamente a 36,50 euro resterà limitato al tetto regionale di 36,15 euro, contro i 31,25 euro pagati finora.
L’aggiornamento riguarda gli importi con cui il Ssn remunera le strutture pubbliche e quelle private accreditate, e porta un aumento medio del 5,8% sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale, con differenze piuttosto ampie da una voce all’altra. La prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, ad esempio, salirà a 38 euro, quasi quattro euro e mezzo in più rispetto a prima; aumenti più contenuti, di circa un euro, riguarderanno invece le prime visite neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche, così come quelle oculistiche, dermatologiche, allergologiche e otorinolaringoiatriche. Rincari minimi, infine, per la spirometria semplice, l’elettrocardiogramma e il prelievo venoso, che saliranno di appena 50 centesimi.
A fronte di oltre seicento prestazioni interessate dalla revisione, circa otto su dieci restano comunque invariate: è il caso delle visite di controllo, ferme a 17,90 euro, delle ecografie dell’addome inferiore, ginecologiche e del torace, della densitometria ossea e dei principali esami di laboratorio come emocromo, glicemia, emoglobina glicata, colesterolo, trigliceridi, creatinina, Tsh e Ves.
Restano infine invariate anche le esenzioni già previste dalla normativa, legate a reddito, età, disoccupazione, pensione sociale o minima, patologie croniche e malattie rare, invalidità, gravidanza e screening oncologici.