Il cecchino di Prati che semina il panico: spara sulle donne sole

Sette casi in una settimana a due passi dal Vaticano. Ferita la scrittrice Cristina Stillitano: “Poteva ammazzarmi”. Perquisiti quattro sospettati.

Roma – Un uomo “invisibile”, nascosto dietro una finestra o forse in corsa su uno scooter, da giorni prende la mira e fa fuoco sulle donne che camminano da sole. Succede in pieno giorno, nel cuore elegante del rione Prati, a poche centinaia di metri dalle mura del Vaticano. Un cecchino armato di un’arma ad aria compressa ha trasformato l’ultimo tratto di via della Giuliana, all’incrocio con via Andrea Doria, in un poligono a cielo aperto. E ora la paura corre di negozio in negozio, di marciapiede in marciapiede.

La vittima più grave ha un nome e un volto. È Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice di 49 anni, colpita lunedì 14 settembre poco dopo le 15 mentre passeggiava lungo la strada. “Ho sentito una forte botta al braccio, poi ho visto il sangue”, ha raccontato. Il proiettile, verosimilmente un piombino metallico, le ha quasi trapassato il tricipite del braccio sinistro ed è rimasto conficcato in profondità: per rimuoverlo è stato necessario un intervento chirurgico al Centro traumatologico ortopedico Andrea Alesini. Il suo sfogo è diventato un grido d’allarme: Poteva andare molto peggio, mi poteva ammazzare. Bisogna prenderlo, qui è pieno di bambini”.

Ma quello di Stillitano non è un episodio isolato. Secondo la ricostruzione dei residenti e degli esercenti, in una sola settimana si contano almeno sette casi, tutti nello stesso punto, davanti a un ristorante. Una commercialista, Angela Perrone, è stata colpita di striscio al polpaccio venerdì 11 settembre: “Ho avvertito un forte spostamento d’aria e una fitta improvvisa”. Quattro turiste spagnole sarebbero state sfiorate dai colpi. Altri pallini sono finiti contro le serrande dei negozi e contro l’albero davanti a una gioielleria, dove il marito della titolare ha riconosciuto il rumore inconfondibile di un’arma ad aria compressa.

Sul caso lavorano senza sosta i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia San Pietro. I militari hanno già eseguito quattro perquisizioni domiciliari nelle case di altrettanti uomini della zona, alcuni con precedenti per molestie o violenze sulle donne, altri con problemi psichici. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di sorveglianza, nel tentativo di stabilire se i colpi partano da una finestra che si affaccia sulla strada o da un mezzo in movimento, un’auto o uno scooter. Non è escluso che in azione ci siano addirittura due armi diverse, una più potente e una meno.

L’elemento decisivo potrebbe arrivare proprio dal corpo di Cristina Stillitano. L’analisi del proiettile estratto dal braccio consentirà agli inquirenti di stabilire con precisione il tipo di arma utilizzata e di stringere il cerchio attorno al responsabile. Perché, come ripete la scrittrice dal suo letto d’ospedale, “sapere che c’è uno così in circolazione mi mette molta paura”.