La sequenza registrata dall’Ingv tra le 3:11 e le 7:08. L’epicentro dell’evento sismico più intenso a circa 2 chilometri da Squillace.
Catanzaro – Uno sciame sismico è stato registrato nella notte nel Catanzarese. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), diverse scosse hanno interessato l’area compresa tra Amaroni, Vallefiorita, Squillace e Borgia. La sequenza è iniziata alle 3:11 e ha fatto registrare eventi con magnitudo compresa tra 2.0 e 3.5.
La scossa più forte è stata rilevata alle 7:04, con magnitudo 3.5 ed epicentro a circa due chilometri a nord-ovest di Squillace. Pochi minuti dopo sono state registrate altre due scosse: una di magnitudo 3.1 alle 7:07 nell’area di Amaroni e una di magnitudo 3.2 alle 7:08 nei pressi di Borgia.
La sequenza si è quindi concentrata nell’arco di alcune ore, con diversi eventi ravvicinati. Al momento, non risultano danni a persone o cose. L’attività sismica resta costantemente monitorata dall’Ingv, che segue in tempo reale l’evoluzione dello sciame.

A smorzare la potenza in superficie è stata proprio la profondità degli eventi. I terremoti calabresi di questo tipo nascono in un contesto geologico particolare: qui la placca ionica sprofonda sotto quella tirrenica, un fenomeno di subduzione che scarica energia a decine di chilometri sotto terra. Ipocentri così profondi allargano il raggio in cui il sisma viene avvertito, ma attenuano le scosse al suolo, riducendo il rischio di crolli.
Resta la paura, quella vera, di una terra che in Calabria ha una memoria lunga e dolorosa. Il Catanzarese e l’istmo calabrese portano ancora le cicatrici dei grandi terremoti del 1638 e del 1783. Per questo, anche quando le lancette si fermano sui numeri rassicuranti di una magnitudo contenuta, ogni scossa riporta alla mente ciò che questa terra può fare. Stavolta, per fortuna, è stato solo un lungo spavento.