Morì dopo aver contratto il Covid in ospedale: familiari risarciti

Il tribunale ha accertato gravi inefficienze organizzative nella gestione dell’emergenza sanitaria condannando l’Azienda sanitaria a un maxi indennizzo.

Campobasso – Una consulenza tecnica disposta dal tribunale di Campobasso ha accertato l’esistenza di gravi inefficienze organizzative nella gestione dell’emergenza sanitaria durante la pandemia, individuando un nesso causale diretto tra tali carenze, il contagio da Covid contratto da un paziente ricoverato e il suo successivo decesso.

Sulla base di queste conclusioni, la giudice ha condannato l’Azienda sanitaria regionale del Molise a risarcire i familiari dell’uomo, originario della provincia di Campobasso, con una somma complessiva superiore ai 300mila euro, oltre interessi e spese legali.

A rendere nota la decisione è l’avvocato Enzo Iacovino, legale della famiglia e da tempo punto di riferimento per il Comitato dei familiari delle vittime molisane del Covid. Secondo il legale, il contagio sarebbe avvenuto proprio all’interno della struttura ospedaliera e la sentenza ne attribuirebbe la responsabilità all’organizzazione sanitaria, confermando criticità che sindacati e personale medico avevano segnalato già durante i mesi dell’emergenza. Il giudizio, spiega ancora Iacovino, ha riconosciuto anche l’inadeguatezza dell’assistenza fornita al paziente una volta contratta la malattia, con particolare riferimento all’assenza dei monitoraggi clinici necessari.

Il quadro ricostruito dalla sentenza, secondo quanto riferito dal legale, evidenzia come la documentazione esaminata dai consulenti tecnici non permettesse di tracciare correttamente le procedure di sanificazione, la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale e la formazione del personale, e come mancassero riscontri chiari sulla frequenza dei tamponi effettuati agli operatori sanitari.