Vendemmia di sangue: operaio stritolato dalla mietitrice, un altro è grave

Tragedia sul lavoro nelle campagne tra Alcamo e Camporeale. La vittima è un 60enne, il collega ferito è stato portato in elisoccorso al Civico di Palermo.

Palermo – C’è un filo di sangue che continua a bagnare le campagne siciliane, proprio nei giorni in cui i grappoli maturi promettono il vino nuovo. Una mattina di vendemmia come tante si è trasformata in tragedia nelle campagne tra Alcamo, nel Trapanese, e Camporeale, nel Palermitano: un operaio di 60 anni ha perso la vita rimanendo incastrato negli ingranaggi di una mietitrice. Con lui lavorava un secondo uomo, ora ricoverato in gravi condizioni. Due famiglie travolte nel giro di pochi istanti, mentre il sole era appena spuntato sui filari.

Il dramma si è consumato questa mattina, domenica 6 settembre, mentre nei campi era in pieno svolgimento la raccolta delle uve con l’ausilio di una macchina vendemmiatrice. Per cause ancora tutte da chiarire, la vittima un 60enne di Alcamo – è rimasta incastrata nella mietitrice, senza via di scampo. Per lui, quando i soccorritori sono arrivati, non c’era ormai più nulla da fare.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri di Alcamo. Il secondo operaio, ferito in modo serio e con diversi traumi, è stato caricato sull’elisoccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, dove i medici lottano per strapparlo alla morte.

La dinamica dell’incidente resta ancora tutta da ricostruire. A vagliare ogni ipotesi sono i carabinieri insieme ai tecnici dello Spresal dell’Asp, chiamati a verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro e il corretto funzionamento del mezzo agricolo.

È l’ennesima morte bianca che allunga una scia drammatica. Solo nei giorni scorsi la Sicilia aveva pianto altre vittime sul lavoro: il titolare di una ditta edile travolto dal crollo di un muro nell’Agrigentino e un operaio trentenne morto nel Palermitano dopo il ribaltamento del mezzo su cui viaggiava. Numeri che pesano come macigni in un’isola dove le vittime sul lavoro si contano già a decine dall’inizio dell’anno.

Ora la parola passa agli inquirenti, chiamati a dare un nome e una spiegazione all’ennesima tragedia dei campi, là dove il lavoro che dà da vivere continua, troppo spesso, a togliere la vita.