La fiducia nel governo Meloni è crollata al 36%

La nuova rilevazione conferma il giudizio negativo della maggioranza degli italiani sull’operato dell’esecutivo.

Il dato sulla fiducia nel governo resta pesante: il 59% degli intervistati ha espresso un giudizio negativo sull’esecutivo, contro appena il 36% di pareri favorevoli e un 5% che non si è pronunciato. Un giudizio severo che tuttavia non si traduce in un calo di consensi per Fratelli d’Italia, segno che l’approvazione delle politiche di governo e il voto ai partiti seguono logiche distinte: FdI resta infatti saldamente il primo partito italiano, al 26,5%, con un lieve progresso di un decimale rispetto alla rilevazione precedente.

Il vero terremoto, però, riguarda gli equilibri dentro il centrodestra. Futuro Nazionale è salito al 7,9%, superando Forza Italia, scesa al 7,1% dopo aver perso 0,8 punti. Fino a poco tempo fa gli azzurri costituivano il principale riferimento dell’elettorato moderato della coalizione: oggi si ritrovano dietro una forza politica che pesca consensi molto più a destra, un segnale che, se confermato da altre rilevazioni, sposterebbe la competizione interna al centrodestra anche sulla conquista dello spazio a destra di FdI. Ridimensionata pure la Lega, ferma al 4,4% e in calo di mezzo punto rispetto alla rilevazione precedente.

Sul fronte opposto, il Partito Democratico ha tenuto la sua posizione, salendo al 22,2% (+0,3), mentre il Movimento 5 Stelle ha messo a segno l’incremento più netto dell’intero sondaggio, arrivando al 12,6% con un balzo di 1,1 punti. Non tutta l’opposizione cresce allo stesso modo, però: Alleanza Verdi Sinistra è scesa al 5,8%, perdendo un punto intero, in quello che potrebbe essere il segnale di una polarizzazione del voto antigovernativo sui partiti di opposizione più grandi.

Tra le forze minori i movimenti restano contenuti: Azione è salita al 3,9% (+0,2) e Italia Viva al 2,4% (+0,3), mentre +Europa è scesa all’1,6% (-0,3). In leggera crescita anche il Partito Liberaldemocratico, all’1,3%, e Ora!, all’1,1%, mentre Noi Moderati si è attestato allo 0,9%. Resta però un dato che pesa più di tutti gli altri: indecisi e astenuti hanno raggiunto il 33,6%, quasi un elettore su tre, a conferma di quanto la partita politica sia ancora tutta da giocare.