L’offerta prevede 1,67 euro in contanti e 0,218 nuove azioni di Poste. Il termine per aderire è fissato alle 17:30 dell’11 settembre.
Roma – Ci sono operazioni finanziarie e operazioni che cambiano la traiettoria di un Paese. L’OPAS di Poste Italiane su TIM, da circa 10,8 miliardi di euro, appartiene alla seconda categoria.
Unire la rete più capillare d’Italia con connettività, cloud, dati, intelligenza artificiale e cybersecurity significa costruire un’infrastruttura nazionale per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Chi la riduce a una “scalata” non ha capito la partita: qui si decide se l’Italia guiderà il futuro digitale o lo subirà.
Il periodo di adesione è aperto fino alle 17:30 dell’11 settembre 2026, salvo proroghe. Per ogni azione TIM portata in adesione, Poste riconosce 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste di nuova emissione.
Il nostro invito a cittadini e imprese è chiaro: informatevi, leggete il documento di offerta, valutate rischi e condizioni e considerate l’acquisto di azioni TIM per partecipare a questa operazione industriale. Chi intende farlo, però, si muova per tempo: le azioni comprate sul mercato il 10 o l’11 settembre, a causa del regolamento T+2, non saranno disponibili per l’adesione entro la chiusura ordinaria. Verificate anche i tempi del vostro intermediario.
Sotto la guida dell’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, e del Direttore Generale, Giuseppe Lasco, Poste ha unito logistica, pagamenti, assicurazioni, energia e telecomunicazioni, cambiando il proprio perimetro. Hanno dimostrato che trasformare non significa rottamare le persone. Quando la posta tradizionale arretrava, Poste ha investito nei pacchi, nella tecnologia e nelle competenze: nel 2025 i portalettere hanno consegnato direttamente 150 milioni di pacchi, il 43% del totale, contro una quota inferiore al 10% solo pochi anni prima. È così che si salvaguardano migliaia di professionalità: non imbalsamando un mestiere, ma rendendolo indispensabile all’e-commerce.
Alla data del documento di offerta, sull’occupazione TIM la linea è chiara: non sono previste modifiche sostanziali ai contratti né conseguenze negative dirette sull’organico; si punta su formazione, sviluppo delle competenze e riallocazione verso attività a maggiore crescita, senza impatti sull’impiego nei servizi postali, nei pacchi e nelle telecomunicazioni.
L’immobilismo non protegge il lavoro: lo condanna. Poste-TIM può fare l’opposto, trasformando figure storiche in protagoniste dell’economia digitale. L’Italia non resti spettatrice.