I controlli hanno interessato diverse attività commerciali. Per una delle imprese è stata proposta anche la sospensione dell’attività.
Roma – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nell’ambito dei piani di controllo del territorio volti a contrastare il fenomeno del sommerso da lavoro, hanno eseguito una serie di mirati interventi ispettivi presso diverse attività commerciali dislocate tra la Capitale e l’area provinciale.
Nello specifico, i militari del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, nel corso di un’attività di polizia economico-finanziaria nei confronti di una ditta individuale, hanno effettuato un accesso presso i locali aziendali, riscontrando la presenza di 4 lavoratori subordinati.
I successivi accertamenti hanno confermato il totale impiego “in nero” delle maestranze, risultate prive della preventiva comunicazione obbligatoria di instaurazione del rapporto di lavoro (modello UNILAV). L’intervento si è concluso con la contestazione di sanzioni per un importo complessivo superiore a 35.000 euro.
Parallelamente, le Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno sottoposto a controllo un’attività commerciale sita nella zona nord-est della Capitale, individuando altri 2 lavoratori dipendenti privi di qualsivoglia documentazione attestante la regolarizzazione della posizione contributiva e assicurativa. All’esito delle verifiche, attesa la reiterazione e la durata delle violazioni, i militari hanno comminato sanzioni amministrative per 170.000 euro e formulato, a carico del titolare dell’impresa, la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale alla competente sede territoriale dell’Ispettorato del Lavoro.
Infine, i finanzieri del Gruppo di Civitavecchia, nel corso di un controllo sulla regolarità contrattuale eseguito nei confronti di una ditta individuale ubicata sul litorale nord romano, hanno accertato l’impiego irregolare di ulteriori 2 lavoratori, per i quali è stata irrogata una sanzione amministrativa pari a 3.900 euro.