L’azienda ha parlato di un errore informatico e ha annullato la procedura, ma la polemica non si placa.
Palermo – Una grave svista informatica o il mancato rispetto delle regole sulla trasparenza? È il quesito al centro dello scandalo che ha travolto l’Azienda Ospedaliera di Palermo. All’inizio di agosto l’ente ha reso nota una delibera per le progressioni di carriera del personale interno, ma allegata al testo figurava già la tabella dei punteggi completa dei nomi dei candidati destinati al passaggio di fascia. L’atto è stato rimosso poco dopo, ma gli allegati avevano ormai fatto il giro delle chat, finendo nelle mani delle rappresentanze dei lavoratori.
A rendere il caso spinoso sotto il profilo politico è la presenza nell’elenco di Luca Lagalla, professionista sanitario e figlio del sindaco della città, Roberto Lagalla. L’episodio ha scatenato la dura reazione di esponenti politici radicali e di +Europa, che parlano apertamente del rischio di opacità e corsie preferenziali nelle strutture della pubblica amministrazione.
Dall’ospedale minimizzano parlando di un mero disguido tecnico: la lista diffusa non sarebbe stato un verdetto preconfezionato, bensì una bozza preparatoria pubblicata erroneamente sul sito. Per fermare le polemiche l’azienda ha disposto l’annullamento della procedura in autotutela, annunciando che l’iter ripartirà da zero.
Le spiegazioni fornite non hanno tuttavia fermato la protesta. Il sindacato infermieristico NurSind ha chiesto l’intervento immediato dei responsabili dell’anticorruzione per accertare eventuali responsabilità professionali, mentre dall’Assemblea Regionale Siciliana è partita un’interrogazione urgente destinata all’Assessorato alla Salute per fare piena luce sui criteri di gestione delle selezioni interne.