Amatrice, 10 anni dopo il terremoto è ancora un cantiere

A ridosso delle commemorazioni del 24 agosto il paese è ancora un mare di gru e macerie. L’ospedale slitta al 2027.

Amatrice (Rieti) – Sull’orologio della Torre civica sono ancora le 3.36. È rimasto fermo a quella notte del 24 agosto 2016 in cui il terremoto rase al suolo il paese e uccise 299 persone: 237 solo ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli. Dieci anni dopo, quelle lancette immobili sembrano fotografare tutto: la cittadina del Reatino è ancora un enorme cantiere fatto di gru, impalcature, recinzioni e spazi vuoti, dove la ricostruzione avanza lentissima e la ferita non si è mai chiusa.

Qualcosa, però, si muove. Come riporta Il Corriere della Sera, i dati ufficiali aggiornati al 28 maggio 2026 raccontano che, nel solo centro storico, sono previsti 69 interventi tra aggregati ed edifici singoli e 20 cantieri sono già stati avviati. Dei 4.333 edifici censiti come danneggiati, 1.628 sono stati recuperati: circa il 72% è entrato, a vari livelli, nel percorso della ricostruzione.

A guidare il paese oggi è il sindaco Giorgio Cortellesi, che quella notte ritrovò i figli vivi per miracolo dopo il crollo della sua abitazione. Il primo cittadino, ai microfoni di Agtw, non nasconde il peso del ritardo“troppi anni sono passati invano, dobbiamo recuperare il tempo perso” – ma si dice fiducioso: “I cantieri pubblici sono quasi tutti appaltati, siamo quasi al 100%”.

C’è poi chi il tempo lo misura con le promesse mai mantenute. Sergio Pirozzi, sindaco quando la terra tremò e volto di quella tragedia, ricorda un ritornello beffardo: “Un ospedale pronto nel 2024, poi nel 2025, poi nel 2026″. La grande struttura sanitaria, ancora avvolta dalle impalcature, dovrebbe ora aprire nel 2027. E davanti a quelle gru che riempiono il paese, spiega Pirozzi, si dividono due sguardi: c’è chi vede finalmente la partenza della rinascita e chi, dopo dieci anni di attesa, non ci crede più. “La cosa brutta è che c’è rassegnazione. Forse ci sono stati troppi proclami”.

Il progetto dell’ospedale di Amatrice

Il 24 agosto torneranno le autorità, le corone, le cerimonie e il ricordo dei 299 morti. Ma ora ad Amatrice la ricostruzione più difficile non è riportare le case dove erano. È fare in modo che, quando saranno pronte, ci sia ancora una comunità disposta a riaprirne le porte.