Disastro in Alta Valcamonica. A Rino di Sonico una colata di detriti spazza via il ponte sul Rabbia. Chiusa la SS42.
Sonico (Brescia) – Bastano poche ore di pioggia battente per cancellare un ponte, isolare un intero borgo e trasformare la montagna in una trappola d’acqua e fango. È accaduto giovedì 20 agosto in Alta Valcamonica, dove un nubifragio si è abbattuto senza tregua fin dalle prime ore della notte, gonfiando fiumi e torrenti fino a scatenare frane e colate di detriti. A pagare il prezzo più alto è stata la frazione di Rino di Sonico: qui una seconda, violentissima colata scesa dalla Val Rabbia ha travolto e distrutto il ponte sul torrente, tagliando fuori dal mondo decine di famiglie.
Il bilancio dell’ondata di maltempo, per fortuna, non conta vittime né feriti. Ma la ferita sul territorio è profonda: 81 persone sono state evacuate dai vigili del fuoco, 57 sul lato di Rino e 24 su quello della frazione di Garda, mentre la Strada statale 42 è stata chiusa al traffico dopo essere stata invasa dai detriti, per poi riaprire solo a senso unico alternato.
Il ponte, già chiuso in via precauzionale dopo un primo assalto della piena, non ha retto al secondo colpo. Nel pomeriggio una nuova colata detritica è scesa dalla montagna e lo ha spazzato via, prima di raggiungere la statale e provocare l’esondazione del fiume Oglio, le cui acque si sono riversate lungo la carreggiata fino a lambire l’area industriale di Malonno. Sul posto i Gruppi operativi speciali dei pompieri hanno lavorato per ore con mezzi movimento terra: solo dopo circa quattro ore è stato possibile ricanalizzare l’acqua nell’alveo.
La devastazione non ha risparmiato i paesi vicini. A Stadolina di Vione è esondato il torrente Vallaro e gran parte dell’abitato è stata evacuata. In municipio a Sonico è stato allestito un posto di comando avanzato per coordinare i soccorsi, mentre a Garda i cittadini possono rivolgersi alle ex scuole per farmaci, beni di prima necessità e assistenza.
La preoccupazione più grande resta l’ospedale di Edolo, il presidio di riferimento per l’Alta Valle, reso difficilmente raggiungibile dall’interruzione della statale. La Regione ha corso ai ripari. “Stiamo seguendo la situazione con la massima attenzione”, ha assicurato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso. “In una situazione di emergenza la priorità è fare in modo che l’ospedale continui a funzionare e che ai cittadini non venga mai a mancare l’assistenza”. L’azienda sanitaria ha riorganizzato i turni del personale, prolungato gli orari e aggiunto, insieme ad Areu, un’ambulanza medicalizzata a Edolo, mantenendo quella infermierizzata a Ponte di Legno.
Resta l’immagine di un territorio fragile, messo in ginocchio dall’ennesima bomba d’acqua, e di una comunità di montagna che, ancora una volta, deve fare i conti con un clima impazzito e con danni stimati in milioni di euro.