Ad una certa età è certamente possibile lasciarsi ma i pro e contro non mancano. Va bene per i figli ormai grandi ma se la salute è claudicante?
E’ proprio vero che finché c’è vita c’è speranza di realizzare i propri desideri, volontà o bisogni. E’ il caso dei divorzi dopo molti anni di matrimonio e in età avanzata, che sono notevolmente cresciuti. Quelli di persone dai 60 anni in su sono addirittura triplicati negli ultimi 10 anni. I dati ISTAT (l’Istituto nazionale di statistica) indicano che 1 separazione su 4 riguarda chi ha più di 50 anni.
L’ISTUR (Istituto di Studi e Ricerche Sociali), fondato dal sociologo Francesco Alberoni, che studia i movimenti collettivi, le dinamiche familiari, la comunicazione e i comportamenti culturali, ha diffuso una serie informazioni sul tema. I motivi per cui, ad una certa età, si decide di divorziare sono vari. Probabilmente il conflitto di coppia appare tardi ma covava sotto la cenere.
La causa scatenante, ad esempio, può essere il pensionamento, in quanto i tempi dei due partner non coincidono o sono in contrasto. Oppure non si condividono più le stesse passioni, ci si guarda negli occhi e si ha la netta sensazione che ognuno sia estraneo all’altro, di non avere più nulla in comune.
D’altronde le storie d’amore che durano fino alla morte fanno parte dei romanzi “rosa” la realtà, al contrario, è molto più spinosa. Spesso si decide di continuare a vivere sotto lo stesso tetto ma da separati in casa, perché trovarsi un altro alloggio costa, una spesa che nessuno dei due può permettersi.
La soluzione migliore, potendo, è il divorzio, una chiusura netta per aprire un nuovo capitolo della propria vita. I disagi, comunque, non sono pochi. In un attimo va in frantumi tutto ciò che era stato edificato o, quantomeno riconsiderato. Iniziando dalla casa che ha rappresentato per tanti anni il nucleo e il fulcro della famiglia e le amicizie che sono nate intorno ad essa. Inoltre chi dei due decide di andare via di casa e chi vi resta?
A saperlo! Quesiti banali ma importanti. C’è da registrare molte altre sfumature. Dai 60 anni in su, spesso, i figli sono grandi e hanno intrapreso la loro strada. Se l’età della vita media si aggira sugli 80 anni, ci sono ancora 20 anni teorici per avere nuove aspettative e non vegetare nel declino del proprio matrimonio. Inoltre bisogna valutare anche i rispettivi stati di salute.

Se lui o lei, oppure entrambi, hanno qualche patologia cronica e grave, la prospettiva di vita cambia completamente, perché in quel caso divorziare è abbandonare il partner e condannarlo a morte. Senza dubbio si è trasformato, rispetto a decenni fa, tutto il quadro complessivo della società e delle relazioni umane. Una volta si era limitati al quartiere, al solito giro di amici, alla partita a bocce o quant’altro.
Oggi c’è Internet e si viaggia di più, si fa vita associativa e sport. Insomma si hanno più visioni del mondo, o si pensa di averle, più conoscenze che si palesano come alternative allo status quo. Allora perché non cogliere l’occasione, in una fase in cui i due partner hanno perso appeal l’uno per altro?
I divorzi in età matura sono in crescita anche per la maggiore libertà delle donne, che essendo economicamente indipendenti sono libere di andarsene di casa ed evitare di continuare a vivere in un ambiente familiare difficile.
Comunque la si pensi non conta l’età per compiere certe scelte. Si può divorziare anche in età avanzata, purché non si lascino strascichi dannosi.