Depositato alla Camera un testo che prevede un contributo economico per le donne tra i 25 e i 39 anni che scelgono la crioconservazione degli ovociti.
Il tema del social freezing è tornato al centro del dibattito pubblico dopo che la deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez ha reso nota sui social la propria scelta di sottoporsi alla crioconservazione degli ovuli. La parlamentare newyorkese, 36 anni, ha raccontato attraverso il proprio profilo Instagram le tappe del percorso intrapreso, spiegando di aver riflettuto a lungo prima di decidere ma di volere pieno controllo sulla propria vita. La procedura da lei documentata prevede il prelievo degli ovociti al termine di esami e iniezioni ormonali utili a stimolare i follicoli, seguito dalla loro conservazione tramite vitrificazione; le cellule congelate potranno poi essere impiegate in un secondo momento attraverso la procreazione medicalmente assistita.
In Italia questa pratica è legale ma resta di fatto poco accessibile, soprattutto per ragioni economiche: il congelamento degli ovuli può arrivare a costare fino a 7mila euro, a cui si sommano le spese annuali di conservazione, rendendola proibitiva per molte donne. Manca inoltre una normativa nazionale organica sul social freezing, mentre alcune Regioni, tra cui la Puglia, hanno introdotto autonomamente contributi per ridurne i costi, creando forti disparità tra territori.
È in questo contesto che si inserisce la proposta di legge depositata da Fossi, che il parlamentare definisce un intervento snello ispirato al modello già sperimentato dalla Toscana. Il testo prevede l’istituzione di un fondo nazionale sperimentale da 30 milioni di euro l’anno per il triennio 2027-2029, destinato a finanziare un contributo una tantum fino a 3mila euro per le donne tra i 25 e i 39 anni con Isee inferiore a 30mila euro. L’erogazione sarebbe affidata alle Regioni, mentre il ministero della Salute avrebbe il compito di presentare ogni anno alla Camera una relazione sullo stato di attuazione della misura e sui suoi effetti demografici.
Fossi ha ricordato che in Parlamento esistono già altre proposte sul social freezing, presentate anche dal suo stesso partito, che affrontano la questione in una prospettiva più ampia legata ai livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini. In questa direzione va anche il testo depositato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro, che chiede la gratuità della crioconservazione per le donne tra i 27 e i 35 anni. Secondo Fossi, tuttavia, una riforma ordinaria che intervenga sui Lea rischierebbe di scontrarsi con tempi parlamentari incompatibili con l’urgenza del problema, rimandando l’intervento alla prossima legislatura: da qui la scelta di un fondo autonomo, sperimentale e triennale, che potrebbe anche essere riproposto come emendamento già nella prossima legge di bilancio.