Cede il balcone mentre stende i panni: 56enne precipita ed è grave

La struttura era già puntellata da una rete verde. La strada è stata chiusa e l’intera area transennata.

Palermo – Bastava un gesto quotidiano, di quelli che si ripetono mille volte senza pensarci: stendere i panni ad asciugare nel primo pomeriggio d’agosto. Invece, in una manciata di secondi, quel balcone si è trasformato in una trappola. È collassato di colpo sotto i piedi di Gizella Nazs, 56 anni, nata in Ungheria e da tempo residente nel capoluogo siciliano, precipitata da un’altezza di circa quattro metri in via Paolo Emiliani Giudici, a due passi dalla stazione centrale, nel cuore del quartiere Oreto.

Sono da poco passate le 13.15 quando la struttura, già malandata e imbracata da una rete verde proprio a segnalarne le condizioni precarie, cede all’improvviso. La donna viene travolta, sepolta da calcinacci e pezzi di muratura, e finisce a terra tra le urla. Sono proprio quelle grida a squarciare la quiete del pomeriggio e a richiamare l’attenzione dei passanti: alcuni di loro, come racconteranno poi, erano transitati sotto quel balcone appena pochi istanti prima.

A dare l’allarme sono i residenti e chi si trovava per strada. Sul posto arrivano in fretta i vigili del fuoco, gli agenti di polizia e i sanitari del 118. La donna, ferita in modo serio ma ancora cosciente, viene liberata dalle macerie, caricata sull’ambulanza e trasportata in codice rosso all’ospedale Civico, dove è ricoverata in gravi condizioni.

Il racconto di chi vive in quelle case restituisce tutta la paura del momento. “Solitamente il pomeriggio ci mettiamo sotto questi balconi per prendere un po’ di fresco, confida un anziano del palazzo. “È successo tutto improvvisamente. Speriamo che la donna non sia troppo grave.”

Il tratto di strada, tra via Mendola e via Cosmo Guastella, è stato subito chiuso al traffico. I tecnici comunali e i pompieri hanno transennato l’area, facendo cadere i pezzi ancora instabili prima di mettere in sicurezza ciò che resta del balcone. Sulle cause del crollo sono in corso gli accertamenti, ma il quadro appare già chiaro: una struttura logora, mai messa in sicurezza, lasciata a sfaldarsi sopra la testa dei passanti.

E non è un caso isolato. Si tratta del secondo cedimento in appena tre giorni: il 14 agosto a Livorno una donna, anche lei 56enne, era sul terrazzo di casa al terzo piano quando la struttura le è crollata sotto i piedi. Un volo di circa dieci metri che, in quel caso, non le ha lasciato scampo: è morta in ospedale. Due donne, la stessa età, lo stesso gesto banale interrotto dal cemento che tradisce.