La neolaureata Lucia Casavecchia stava lavorando tra i filari con lo zio quando il mezzo si è ribaltato.
Cuneo – Ci sono giornate d’estate che dovrebbero sapere solo di vendemmia imminente e di sole tra i filari, e che invece si spezzano nel giro di un istante, lasciando un’intera comunità muta. È quanto accaduto a Diano d’Alba, cuore delle Langhe cuneesi, dove Lucia Casavecchia, appena 22 anni, ha perso la vita schiacciata da un trattore ribaltatosi nella vigna della sua stessa famiglia. Una tragedia che, a poche ore da Ferragosto, ha gettato nel dolore l’intero paese.
Erano da poco passate le 9 del mattino quando, in zona Valle Talloria, in via Santa Croce, il mezzo agricolo si è improvvisamente ribaltato tra i filari. Alla guida c’era lo zio della ragazza, un parente con cui Lucia stava lavorando gomito a gomito nell’azienda di famiglia, la Cantina Casavecchia, nome noto e stimato nella viticoltura del paese. In pochi istanti quello che doveva essere un normale gesto di lavoro nei campi si è trasformato in dramma.
Per la giovane, travolta dal trattore, non c’è stato nulla da fare. Nonostante la corsa disperata dei soccorsi, il suo cuore si è fermato tra la sua terra, quella stessa vigna che la sua famiglia coltiva da sempre. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Alba, il personale sanitario del 118, i carabinieri di Diano d’Alba e i tecnici dello Spresal dell’Asl Cn2, chiamati a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Lucia non era una ragazza qualunque per Diano d’Alba. Neolaureata al Politecnico, brillante e piena di progetti, era molto conosciuta e attiva nella vita della comunità. La notizia della sua morte si è diffusa in fretta, gelando il paese proprio alla vigilia della festa più attesa dell’estate. Tra la gente, solo incredulità e lacrime per una vita spezzata troppo presto.
Sulle cause dell’incidente sono ancora in corso gli accertamenti. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono due: la forte pendenza del terreno tra i filari, tipica delle colline delle Langhe, oppure una manovra errata del mezzo. Sarà il lavoro dei carabinieri e degli ispettori del lavoro a chiarire come una giornata di normale attività agricola si sia trasformata nell’ennesima morte bianca dei campi italiani.