Centopercentoanimalisti denuncia gli abbattimenti e contesta i fondi per potenziare gli interventi di contenimento.
Padova – Nel Parco Regionale dei Colli Euganei prosegue il confronto sulla gestione della presenza dei cinghiali, con particolare attenzione agli interventi di contenimento della popolazione. Secondo quanto denunciato da Centopercentoanimalisti, nel corso dell’ultimo anno sarebbero stati abbattuti oltre 1.800 esemplari nell’area del parco.
Al centro della protesta ci sono anche le risorse destinate dalla Regione Veneto alle attività di contenimento. Il gruppo contesta lo stanziamento di 300mila euro per potenziare gli interventi, criticando il ricorso agli abbattimenti come strumento per ridurre il numero degli animali presenti sui Colli Euganei.
Nella ricostruzione diffusa da Centopercentoanimalisti viene inoltre ricordato che i cinghiali erano scomparsi dai Colli Euganei da diversi secoli e che la loro presenza attuale sarebbe legata a successive reintroduzioni effettuate dai cacciatori. Secondo il gruppo, gli animali sarebbero riusciti a riprodursi e a consolidare la propria presenza sul territorio.
La gestione della fauna selvatica continua così a essere al centro del dibattito. Gli interventi di contenimento vengono contestati dall’associazione, che chiede di individuare soluzioni alternative agli abbattimenti e mette in discussione anche la destinazione delle carcasse degli animali uccisi, che, secondo la denuncia, verrebbero vendute ai ristoranti.
La protesta è tornata a manifestarsi nel pomeriggio di lunedì 28 settembre, quando i militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso locandine provocatorie nella zona del Monte Venda, sui Colli Euganei.
L’area viene indicata dal gruppo come una delle maggiormente interessate dagli abbattimenti dei cinghiali. Con l’iniziativa, l’associazione intende richiamare l’attenzione sulle politiche di gestione della fauna selvatica adottate nel Parco e chiedere un cambiamento nelle modalità di intervento.



