Bollo auto in Sicilia, il giallo della virgola fantasma

Un refuso di punteggiatura nel testo della legge regionale rischia di trasformare una misura per la mobilità sostenibile in una beffa per centinaia di automobilisti.

Acquistare un’auto a basso impatto ambientale con la promessa di un’esenzione quinquennale dal bollo e poi vedersi recapitare un rifiuto dagli uffici tributi è la paradossale vicenda che sta coinvolgendo molti automobilisti siciliani. Al centro di questo pasticcio burocratico c’è un dettaglio apparentemente insignificante, ovvero una virgola presente nelle guide informative ma del tutto assente nel testo ufficiale della legge.

Mettendo a confronto i documenti, l’assurdità emerge immediatamente. Nel vademecum riassuntivo distribuito dall’ACI, l’esenzione viene indicata per le auto con alimentazione ibrida elettrica o termica di tipo plug-in, seguita da una virgola che separa chiaramente questa categoria dai veicoli a gas liquefatto LNG e BioLNG. Leggendo questa guida, qualunque cittadino deduce che una comune auto plug-in a benzina o diesel rientri a pieno titolo nel beneficio. Nel testo ufficiale della legge regionale numero 1 del 5 gennaio 2026, tuttavia, quella virgola sparisce. Il testo recita infatti testualmente “plug-in LNG e BioLNG”, legando in modo indissolubile la tecnologia plug-in ai soli carburanti gassosi.

Di fronte a questa discrepanza, l’ufficio assistenza tributi della Regione Sicilia applica il testo di legge alla lettera e rigetta le richieste di esenzione presentate dai proprietari di auto plug-in standard. La motivazione formale è che l’agevolazione spetterebbe soltanto alle vetture che combinano la ricarica alla spina con l’alimentazione a metano liquido. Si tratta di un cortocircuito logico e tecnico imbarazzante, dato che le autovetture di serie con una simile tripla alimentazione non esistono sul mercato automobilistico.

Tutto lascia pensare che si tratti di un banale quanto devastante errore materiale di battitura commesso durante la stesura del decreto, poi corretto a livello logico da chi ha redatto la guida ACI ma rimasto intatto nel testo normativo. Nell’attesa che la Regione Sicilia intervenga ufficialmente con un’errata corrige sulla Gazzetta Ufficiale per ripristinare la corretta punteggiatura, la cosiddetta virgola fantasma continua a trasformare una misura promozionale per la mobilità sostenibile in un’amara beffa per le tasche dei cittadini.