L’ultimo sondaggio Bidimedia ha fotografato un centrodestra in affanno e un’opposizione più compatta. L’ex generale in costante ascesa.
Il generale che ha rotto con la Lega continua a mordere consensi proprio ai partiti che un tempo lo avevano accolto. Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci, ha guadagnato nell’ultimo mese quasi un punto intero (+0,9%) ed è arrivato al 7,1%, sottraendo voti soprattutto al centrodestra. Un anno fa era stato lui, con circa mezzo milione di preferenze raccolte dopo l’ingresso nel Carroccio, ad aiutare la Lega a contenere l’emorragia di consensi.
Oggi la situazione si è capovolta: il partito di Matteo Salvini è precipitato al 5,2%, perdendo lo 0,5% in un solo mese e toccando uno dei livelli più bassi dall’inizio della segreteria Salvini. Per fare un confronto, alle politiche del 2022 la Lega aveva ottenuto l’8,8%, un dato già allora giudicato deludente.
Anche Fratelli d’Italia ha accusato una flessione, seppur più contenuta: il partito di Giorgia Meloni si è fermato al 26,2%, mezzo punto in meno rispetto ai primi di luglio. La leadership nei sondaggi resta salda e con ampio margine sugli altri partiti, ma il dato segna un ritorno ai livelli del 2022, quando FdI ottenne un risultato quasi identico e vinse comunque le elezioni grazie a un’opposizione allora divisa. Alle europee di due anni fa, invece, il partito aveva sfiorato il 29%, e in alcune rilevazioni successive aveva persino superato il 30%. Forza Italia, dal canto suo, si è attestata al 7,2% (-0,1%), un risultato inferiore sia a quello ottenuto alle ultime politiche (8,1%) sia a quello delle europee (9,6%, favorito però dall’alleanza con Noi Moderati, oggi accreditato dello 0,9% come lista autonoma).
A pesare sul quadro complessivo è anche il calo di fiducia verso l’esecutivo. La fiducia in Giorgia Meloni come leader è scesa al 35%, mentre quella nei confronti del governo nel suo complesso si è fermata al 32%, in flessione di un punto. Un dato interessante riguarda proprio l’elettorato di Vannacci: due sostenitori su tre mantengono un giudizio positivo sulla premier, un segnale che secondo gli analisti potrebbe preludere a una futura alleanza in vista delle prossime elezioni. Più tiepido, invece, il giudizio dei vannacciani sull’operato dell’esecutivo, con una fiducia che si attesta al 53%.
Sul fronte opposto, il campo largo mostra qualche crepa ma nel complesso tiene meglio. Il Partito Democratico è sceso al 21,4%, perdendo 0,4 punti in un mese, un arretramento che rischia di alimentare le tensioni interne alla coalizione in vista delle eventuali primarie per la leadership. Il Movimento 5 Stelle è calato al 12% (-0,2%): Giuseppe Conte, tra i più attivi nel rivendicare un ruolo guida per il centrosinistra, ha toccato il tema anche nella recente audizione in commissione Covid. Le perdite dei due maggiori partiti dell’opposizione sono state però in parte compensate dai risultati degli alleati minori: Alleanza Verdi e Sinistra è rimasta stabile al 6,6% (+0,1%), mentre +Europa è salito all’1,1% (+0,2%). In flessione, invece, Italia Viva di Matteo Renzi, sceso al 2,2%.
Nell’area centrista che non guarda né al centrodestra né al centrosinistra, Azione di Carlo Calenda è salita al 3% (+0,1%) e il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin è sceso allo 0,9% (-0,1%). Cresce infine, seppur da una base ancora ridotta, Progetto Civico Italia, la lista moderata fondata da Alessandro Onorato e alleata con Controcorrente di Ismaele La Vardera: +0,5% che la porta all’1%.