Dopo il terremoto di magnitudo 4.7 oltre duemila persone hanno occupato la banchina principale. Traffico marittimo paralizzato.
Napoli – Esplode la protesta nei Campi Flegrei, dove all’emergenza provocata dal recente terremoto di magnitudo 4.7 si è aggiunta quella legata alla mancanza di acqua potabile e, in alcune aree, anche dell’energia elettrica. Oltre 2mila persone hanno occupato il porto di Pozzuoli, bloccando la banchina principale e paralizzando per diverse ore i collegamenti marittimi con le isole del Golfo di Napoli.
La manifestazione è nata dalla rabbia di numerosi sfollati, costretti a fare i conti con una rete idrica gravemente danneggiata dal sisma. Secondo quanto denunciato dai residenti, l’erogazione dell’acqua sarebbe interrotta da giorni a causa dei guasti a una rete definita ormai obsoleta, mentre in alcune zone persistono anche problemi nella fornitura di elettricità.
In prima fila hanno sfilato famiglie, anziani, bambini e persone con disabilità, molti dei quali costretti a lasciare le proprie abitazioni dopo il terremoto. I manifestanti denunciano condizioni sempre più difficili, aggravate dalle elevate temperature di questi giorni e dall’assenza dei servizi essenziali.
La tensione è salita in concomitanza con la visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che si è recato all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli per un sopralluogo legato al monitoraggio delle strutture archeologiche. All’esterno del sito una cinquantina di manifestanti ha chiesto un incontro urgente con il ministro. Una delegazione di sei persone è stata ricevuta, ma l’esito del confronto non ha soddisfatto i presenti, che hanno deciso di proseguire la protesta spostandosi verso il porto.
I manifestanti chiedono non solo il ripristino immediato dell’acqua, ma anche un confronto con il governo e con il ministro competente per la gestione dell’emergenza. L’occupazione del porto ha avuto ripercussioni immediate sul traffico marittimo. Numerosi traghetti e aliscafi sono rimasti fermi in rada, mentre migliaia di passeggeri diretti verso Ischia, Procida e le altre isole del Golfo hanno subito pesanti ritardi.
Per limitare i disagi, i collegamenti sono stati progressivamente trasferiti al porto di Napoli, costringendo molti viaggiatori a lunghe attese e al cambio dei biglietti in piena stagione turistica. Al termine della manifestazione il porto di Pozzuoli è stato riaperto e il traffico marittimo è gradualmente ripreso. Gli organizzatori, tuttavia, avvertono che la protesta non si fermerà se non verranno ripristinati rapidamente i servizi fondamentali.