La battaglia per la vita di Francesco Calì

Il 63enne, detenuto a Piazza Lanza, vive in condizioni critiche: non autosufficiente, è affetto da una grave disfagia e dipendente da assistenza continua.

Catania – Francesco Calì, 63 anni, si trova recluso nella Casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” in espiazione di una condanna definitiva. Le sue condizioni di salute, secondo quanto riportato dal suo legale, sono da tempo compromesse: l’uomo non è autosufficiente, fatica a deambulare e necessita dell’assistenza costante di un’altra persona per potersi muovere. A complicare ulteriormente il quadro clinico è una grave forma di disfagia che gli impedisce di alimentarsi in maniera autonoma, tanto da renderlo dipendente da alimenti omogeneizzati e da sostanze addensanti appositamente preparate per consentirgli di deglutire.

È in questo contesto che l’avvocato Giuseppe Lipera, del noto Studio Legale Lipera di Catania, ha presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella una domanda di grazia in favore del suo assistito. Nell’istanza, indirizzata anche al Ministero della Giustizia, il legale ha chiarito di non voler in alcun modo rimettere in discussione la responsabilità penale già accertata con sentenza definitiva, ma di rivolgere piuttosto un appello alla sensibilità delle istituzioni, affinché il Capo dello Stato possa esercitare, ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, l’alto potere di clemenza a lui riservato.

L’avvocato Giuseppe Lipera

Lipera ha inoltre sottolineato come l’amministrazione penitenziaria, per oggettive difficoltà strutturali, non sia nelle condizioni di garantire a Calì un’alimentazione adeguata e costante, elemento che il legale ha definito indispensabile per la sua stessa sopravvivenza e che, a suo giudizio, renderebbe lo stato di detenzione incompatibile con le condizioni di salute del suo assistito.

Alla richiesta ha risposto, per conto del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, il responsabile del comparto Grazie, Enrico Falluca. Il Segretario ha precisato che il Ministero della Giustizia, competente per l’attività istruttoria sulle istanze di grazia, ha comunicato il 28 luglio che la relativa fase non risulta ancora conclusa. Per quanto riguarda invece le condizioni di salute del detenuto, il Quirinale ha reso noto di aver già richiesto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria informazioni aggiornate sulla situazione del detenuto.

La vicenda di Calì resta dunque sospesa in attesa degli sviluppi dell’istruttoria ministeriale, mentre lo Studio legale Lipera, attivo da decenni nel Foro catanese, continua a seguire da vicino l’evoluzione della pratica nella speranza che le condizioni del proprio assistito vengano tenute nella dovuta considerazione.