La vittima è sfuggita all’orrore familiare lanciandosi dall’auto in corsa. E’ successo a Novellara, paese di Saman Abbas.
Novellara (Reggio Emilia) – Un orrore familiare che richiama drammaticamente alla memoria le ferite mai rimarginate della vicenda di Saman Abbas. Ancora una volta Novellara, centro della pianura reggiana, si trova al centro di un gravissimo caso di maltrattamenti, segregazione domestica e violenze ai danni di una giovanissima sposa pakistana. Un incubo quotidiano fatto di percosse sistematiche, tentativi di abuso e un rigido isolamento sociale pensato per impedire alla vittima persino di imparare la lingua italiana e di integrarsi nella comunità.
Secondo quanto ricostruito meticolosamente dai carabinieri a seguito delle indagini coordinate dalla Procura reggiana, l’inferno della ragazza era iniziato nell’agosto del 2025, in coincidenza con il suo arrivo in Italia per ricongiungersi al coniuge e al resto del nucleo familiare. Tra le mura domestiche la giovane è stata sottoposta a un regime di totale sottomissione e prevaricazione fisica: veniva colpita quotidianamente con calci sferrati con scarpe antinfortunistiche rinforzate, pugni, schiaffi e persino frustate sferrate con la cintura, oltre a subire continue minacce di morte e tentate violenze sessuali.
La catena di abusi si è spezzata solo grazie al disperato coraggio della vittima durante l’ultimo, drammatico episodio avvenuto a bordo di un’autovettura. Al culmine dell’ennesima aggressione, mentre il marito la stava afferrando al collo nel tentativo di strangolarla, la giovane è riuscita ad aprire la portiera del veicolo in corsa e a lanciarsi in strada per chiedere aiuto. Sotto shock e con evidenti segni di percosse sul corpo, la ragazza è stata prontamente soccorsa da due passanti e trasportata in ospedale, dove ha formalizzato la querela contro il coniuge e i parenti grazie all’ausilio di un’interprete.
L’attività investigativa dell’Arma ha portato l’autorità giudiziaria a emettere quattro misure cautelari per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in concorso. Nello specifico, il marito 27enne è stato arrestato e condotto in carcere, mentre per il suocero e i due cognati della vittima è scattato il divieto di avvicinamento e di comunicazione, unitamente all’applicazione del braccialetto elettronico. La ragazza è stata contestualmente trasferita in una struttura protetta.