Il gufo delle nevi rischia l’estinzione, resta un pugno di esemplari nell’Artico

Il 4 agosto si celebra l’International Owl Awareness Day (la Giornata mondiale del gufo), un’occasione fondamentale per fare il punto su animali tanto affascinanti quanto vulnerabili.

Quando il sole tramonta su boschi, montagne e campagne, un mondo silenzioso e discreto prende vita. È il regno dei rapaci notturni: gufi, civette e allocchi che scrutano la penombra svolgendo un ruolo insostituibile di sentinelle degli ecosistemi. Il 4 agosto ricorre l’International Owl Awareness Day, la Giornata mondiale del gufo, un appuntamento prezioso per ricordarci quanto questi predatori siano essenziali per l’equilibrio naturale e, al tempo stesso, incredibilmente vulnerabili.

La presenza di questi animali rappresenta un vero e proprio termometro della salute del Pianeta. Essendo collocati al vertice della catena alimentare, la loro capacità di riprodursi e prosperare testimonia la presenza di habitat integri, aria pulita e un’ampia disponibilità di prede. Purtroppo il loro futuro appare sempre più incerto. Come evidenziato da una recente analisi curata dagli ornitologi Heimo Mikkola e Alan Sieradzki, la crisi climatica di origine antropica sta stravolgendo le dinamiche della notte, frammentando gli spazi naturali e alterando i normali cicli delle stagioni.

I dati raccolti sul campo tracciano uno scenario allarmante, in particolare nelle regioni del Nord Europa e dell’Artico. Monitoraggi a lungo termine condotti in Finlandia mostrano che diverse specie, tra cui il gufo comune, il gufo di palude e la civetta capogrosso, hanno subito un crollo demografico superiore al 50% negli ultimi anni. Particolarmente drammatica è la situazione del gufo delle nevi, la cui popolazione mondiale si attesta oggi su poche decine di migliaia di individui maturi a causa del rapido riscaldamento dei ghiacci.

A minacciare la loro sopravvivenza concorrono diversi fattori legati ai cambiamenti ambientali. Gli incendi boschivi, sempre più frequenti ed estesi, cancellano in poche ore territori di caccia fondamentali che specie come l’allocco macchiato evitano poi per anni. Allo stesso tempo, inverni eccezionalmente miti e la riduzione della copertura nevosa alterano la presenza dei piccoli roditori, la principale fonte di sostentamento per molti rapaci boreali. Sebbene alcune specie cerchino di reagire, ad esempio attraverso rapide mutazioni nei morfi di colore come accade per l’allocco comune, la velocità delle trasformazioni attuali rischia di travolgere i ritmi lenti dell’evoluzione biologica.

Per difendere questi straordinari abitanti dell’oscurità, la prima regola è la conoscenza. In occasione della loro giornata mondiale, il Gruppo Italiano Civette organizza un evento speciale a Massimeno, un piccolo borgo immerso nella Val Rendena in Trentino. Sotto il cielo stellato della piazza si terrà la proiezione dedicata ai rapaci del territorio, seguita da un’uscita notturna guidata dall’esperto Marco Mastrorilli. Sarà un’occasione unica per ascoltare i suoni del bosco e comprendere da vicino perché tutelare il volo silenzioso del gufo significa, in realtà, proteggere la vita di tutti noi.