L’ex studentessa americana ha debuttato al Fringe Festival di Edimburgo con “Cartwheel”, uno spettacolo che intreccia ironia e ricordi della sua vicenda giudiziaria.
La famiglia di Meredith Kercher non ha digerito la nuova iniziativa di Amanda Knox. L’avvocato Francesco Maresca, legale dei familiari, ha bollato come offensiva e deplorevole la scelta dell’americana di portare la propria storia sul palco di un festival comico, sostenendo che l’operazione sposti ancora una volta i riflettori su Knox e lontano dalla memoria della ventiduenne inglese uccisa a Perugia nel 2007. Per i parenti della vittima, ogni nuovo libro, documentario o spettacolo ispirato al caso riapre una ferita che considerano tutt’altro che rimarginata.
Knox, oggi sposata e madre di due bambini, ha risposto di non aver mai avuto occasione di parlare direttamente con la famiglia di Meredith e di restare disponibile a un confronto, qualora i Kercher lo volessero. Ha aggiunto di comprendere il loro dolore, ma di rivendicare comunque il diritto di raccontare cos’abbia significato per lei quella vicenda, precisando di voler preservare, insieme alla propria storia, anche il ricordo della coinquilina scomparsa.
Lo spettacolo, dal titolo Cartwheel, andrà in scena dal 7 al 17 agosto ed è il frutto di un percorso partito quasi per caso: Knox aveva in mente inizialmente un monologo sulla maternità, ma alcuni colleghi comici l’hanno spinta ad affrontare fin da subito il tema che il pubblico associa inevitabilmente al suo nome.
Prima di arrivare a Edimburgo, il testo è stato rodato in piccoli locali dello Stato di Washington. L’autrice ha comunque tracciato un confine netto: le battute riguardano soltanto la sua esposizione mediatica, gli stereotipi costruiti attorno alla sua figura e gli anni passati a difendersi dalle accuse, mai la morte di Meredith, che considera un argomento su cui non si può ironizzare. Presentando il progetto, ha anche voluto ricordare la vittima descrivendola come una ragazza intelligente e piena di voglia di vivere, convinta che avrebbe apprezzato lo spirito dello show.
Il titolo dello spettacolo rimanda a uno dei dettagli più controversi delle indagini: la voce, sempre smentita da Knox, secondo cui avrebbe fatto una capriola in questura subito dopo l’omicidio. Proprio quell’immagine, diventata negli anni simbolo della narrazione mediatica costruita intorno a lei, è oggi il punto di partenza da cui Knox prova a riscrivere la propria storia sul palco.