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World Meeting del Dialogo: nasce la svolta della parola

30 Luglio 2026 di Redazione

Parte il percorso internazionale verso il grande vertice autunnale. Un’iniziativa per unire popoli, culture e fedi diverse.

Milano – Una parola può dividere oppure costruire ponti. Può alimentatare contrapposizioni oppure diventare uno strumento capace di avvicinare persone, culture e religioni. È da questa consapevolezza che ieri sera, nella cornice del MIND – Milano Innovation District, nell’ambito del Milano Latin Festival, ha preso il via il World Meeting del Dialogo, della Parola e della Comunicazione Socio-Umanitaria tra i Popoli, il progetto internazionale dedicato al valore della comunicazione come strumento di pace, inclusione e fraternità.

La tre giorni milanese (29-31 luglio) rappresenta l’anteprima del grande appuntamento istituzionale che si terrà il 12 ottobre a Palazzo Reale a Milano, dove esponenti delle istituzioni, della diplomazia, del mondo accademico, religioso, giornalistico e della società civile si confronteranno sul ruolo della parola e della comunicazione nelle grandi sfide del nostro tempo.

Milano, città da sempre crocevia di culture, innovazione e relazioni internazionali, diventa così il punto di partenza di una riflessione globale sulla necessità di una comunicazione più responsabile, capace di promuovere il dialogo interculturale, il rispetto dei diritti umani e la dignità di ogni persona.

Al centro dell’incontro il contributo di Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, già Segretario personale di Papa Francesco, che ha richiamato il valore della comunicazione come responsabilità culturale e morale.

“Si tratta di una tre giorni che anticipa il grande evento internazionale del World Meeting che si terrà a Palazzo Reale il 12 ottobre – ha dichiarato Maimone –. La qualità della comunicazione determina la qualità della convivenza. Oggi più che mai abbiamo bisogno di una parola che non alimenti la paura, l’odio o la contrapposizione, ma che sappia parlare al cuore dell’uomo, risvegliare le coscienze e generare responsabilità”.

“La comunicazione – ha aggiunto – non è soltanto trasmissione di informazioni: è una forza culturale, educativa e morale capace di costruire ponti tra persone, popoli e religioni. Nel solco del magistero di Papa Francesco e del costante richiamo di Papa Leone XIV alla cultura dell’incontro, siamo chiamati a restituire alla parola la sua più alta vocazione: essere strumento di verità, fraternità, giustizia e pace”.

Secondo Maimone, il futuro della convivenza dipenderà anche dalla capacità di scegliere parole capaci di includere e restituire dignità: “La pace nasce anche dalla responsabilità con cui comunichiamo, perché ogni parola può diventare un seme di divisione oppure un ponte verso l’altro”.

Ad accompagnare la nascita del progetto è stato Héctor Villanueva, Direttore del Salone delle Nazioni del Milano Latin Festival, Vicepresidente della Federazione Eurandina e ideatore dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, che ha sottolineato il valore dell’integrazione e il ruolo dei nuovi italiani nella costruzione della società contemporanea.

Villanueva ha evidenziato come il dialogo tra culture rappresenti una risorsa fondamentale per il futuro, perché la conoscenza reciproca permette di superare stereotipi e diffidenze, trasformando le differenze in una ricchezza condivisa.

Diana De Marchi, Consigliera comunale di Milano e Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, ha ribadito il valore della parola e dell’educazione. Da insegnante e rappresentante istituzionale, De Marchi ha sottolineato come la formazione delle nuove generazioni passi dalla capacità di comunicare, ascoltare e rispettare l’altro, confermando il proprio impegno nel percorso del World Meeting.

Sul tema dell’ascolto si è soffermato Marcello Guadalupi, Presidente della Fondazione Commercialisti di Milano, richiamando il ruolo delle professioni nella costruzione di relazioni basate sulla fiducia e sulla responsabilità. Una società più giusta, secondo Guadalupi, nasce anche dalla capacità dei professionisti e delle istituzioni di ascoltare realmente i bisogni delle persone.

Un intervento di respiro internazionale è arrivato da Nabil Bougarech del gruppo Allatra, che ha richiamato l’impegno nella difesa dei diritti umani e nella promozione di una cultura della cooperazione presente in numerosi Paesi del mondo.

Nelle prossime due serate della tre giorni proseguirà il confronto con altri autorevoli protagonisti del mondo istituzionale, accademico, culturale e della società civile. Sono attesi gli interventi di Nidia Paulino Valdez, Don Augusto Bonora, il Consigliere Regionale Paolo Romano – Federico Bottelli – Consigliere comunale di Milano, Vicecapogruppo e Presidente della Commissione Casa e Piano Quartieri, Juan Carlos Castrillón, Pierfrancesco Maran – Eurodeputato, già Assessore e Consigliere comunale di Milano, Mohamed Radwan Khawatmi e Javier Espichán.

Il World Meeting si inserisce nel solco dei principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dell’UNESCO e del Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi, riaffermando che pace e sicurezza si costruiscono attraverso dialogo, responsabilità, giustizia e riconoscimento della dignità di ogni individuo.

L’iniziativa è promossa da Héctor Villanueva e Biagio Maimone, con la collaborazione dell’UNAR e il coinvolgimento di istituzioni, enti e associazioni impegnati nella promozione dei diritti umani, dell’inclusione e della cultura della pace.

Da Milano parte dunque un messaggio destinato al mondo: la comunicazione del futuro dovrà saper parlare al cuore dell’uomo, trasformando la parola in uno strumento di incontro, fraternità e pace.

Categorie Milano & Dintorni Tag dialogo, milano, parola, World Meeting
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