Il proprietario dell’immobile ha affrontato l’intruso, ferendolo gravemente. Il malvivente è stato poi bloccato dai carabinieri.
Catania – Se lo è trovato davanti in casa, il volto coperto dal cappuccio, le mani già sulla refurtiva. E ha deciso di non stare a guardare. È finita nel sangue l’incursione di un ladro nell’abitazione di un 50enne a Ramacca, nel Catanese, dove il padrone di casa ha sorpreso l’intruso e, dopo una violenta colluttazione, lo ha colpito con un coltello da cucina, ferendolo gravemente. Il malvivente è riuscito a scappare, ma i carabinieri lo hanno rintracciato pochi minuti dopo a poca distanza, ridotto in condizioni tali da finire ricoverato in prognosi riservata e piantonato in ospedale.
Il ladro è un 37enne originario dell’Europa dell’Est, entrato nell’abitazione con il volto travisato convinto di poter agire indisturbato. Ad attenderlo, però, c’era il proprietario, che non si è tirato indietro. Tra i due è scoppiata una lotta all’ultimo sangue, corpo a corpo, fino a quando l’uomo ha impugnato quello che aveva a portata di mano – un coltello da cucina – e ha colpito l’intruso.
Nonostante le ferite gravi, il bandito ha trovato la forza di darsi alla fuga. Una corsa durata poco: i carabinieri della compagnia di Palagonia lo hanno intercettato a breve distanza dalla casa svaligiata e lo hanno bloccato. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Caltagirone, è stato ricoverato in prognosi riservata e piantonato dai militari, che gli hanno contestato le accuse di furto in abitazione e lesioni personali aggravate. A quanto si apprende, l’uomo avrebbe già diversi precedenti alle spalle.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Ramacca e gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Catania per i rilievi. La Procura di Caltagirone, guidata dalla procuratrice Rosanna Casabona, ha aperto un’inchiesta per ricostruire nei dettagli la dinamica e valutare anche la posizione del proprietario di casa.
Un episodio che si inserisce nel clima rovente attorno al tema della legittima difesa, tornato al centro del dibattito nazionale nei giorni del caso Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori. Perché la domanda, ancora una volta, è la stessa: fin dove può spingersi chi si difende in casa propria?