Dopo la conferma dell’assoluzione dall’accusa di vilipendio, il movimento invoca il ritorno alle urne con un sistema proporzionale.
Roma – È stato ufficialmente costituito in data 20 luglio 2026 il Comitato Liberazione Nazionale 2026 (CLN 2026). A guidare la nuova formazione civica e politica è il generale di brigata in congedo Antonio Pappalardo, ex parlamentare ed ex sottosegretario di Stato, affiancato da un direttivo nazionale.
La nascita del Comitato si riallaccia direttamente agli sviluppi giudiziari dello scorso 8 aprile 2026, quando la Corte d’Appello di Roma ha confermato in secondo grado l’assoluzione del generale Pappalardo dall’accusa di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un procedimento originato dai fatti del 2017, quando l’ex ufficiale si era presentato al Quirinale sostenendo l’illegittimità delle cariche istituzionali in seguito alla nota sentenza della Corte Costituzionale del 2014 sulla legge elettorale.
La posizione del Comitato: Secondo i promotori dell’iniziativa, la recente sentenza d’appello riaprirebbe il dibattito sulla piena legittimità dell’iter di convalida degli eletti e sulla composizione degli organi costituzionali emersi dalle ultime tornate elettorali.

Gli obiettivi del documento e il programma delle iniziative
Nel comunicato stampa diffuso dal Consiglio Direttivo Nazionale, il CLN 2026 formalizza una serie di richieste e fissa una precisa scansione temporale per le proprie attività territoriali e nazionali:
Governo provvisorio e nuova legge elettorale: Il documento propone l’istituzione di un esecutivo provvisorio per la gestione dell’ordinaria amministrazione e per la stesura di una riforma elettorale basata sul sistema proporzionale puro, affiancato da un comitato di accertamento (denominato “Tribunale Speciale del Popolo”) per verificare le responsabilità inerenti alla gestione della sovranità popolare.
Dimissioni dei vertici istituzionali: Il Comitato chiede formalmente le dimissioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei componenti del Governo e dei membri del Parlamento, ritenendo non perfezionata la legittimità della loro elezione.
Struttura territoriale ed estensione dell’adesione: È stata deliberata la creazione di articolazioni locali tramite la nomina di coordinatori regionali, provinciali e comunali, con un invito aperto al confronto ad associazioni, movimenti e cittadini.
Convenzione Nazionale (13 settembre 2026): Una prima assemblea generale si terrà a metà settembre per coordinare le strutture territoriali e definire le linee programmatiche.
Manifestazione a Roma (10 ottobre 2026): È indetta una mobilitazione in Piazza del Popolo a Roma e in altre città italiane. In tale sede, il Comitato intende sollecitare l’intervento delle forze dell’ordine e delle Procure della Repubblica affinché valutino i presupposti per la decadenza dei rappresentanti delle istituzioni, qualora non rassegnino le dimissioni.
Il profilo del promotore
Antonio Pappalardo, nato a Palermo nel 1946, ha svolto una lunga carriera nell’Arma dei Carabinieri, ricoprendo tra il 1988 e il 1991 la presidenza del COCER. Eletto deputato nel 1992 come indipendente nelle liste del PSDI, è stato vicepresidente della Commissione Difesa e per un breve periodo sottosegretario alle Finanze nel Governo Ciampi. Negli anni successivi ha promosso diverse iniziative civiche e movimenti politici, tra cui il Movimento Liberazione Italia e i Gilet Arancioni, mantenendo al centro del proprio impegno il tema della sovranità popolare e della riforma delle istituzioni.