Uomo ucciso a coltellate nell’androne di un palazzo

Gli inquirenti hanno il sospetto che il delitto sia legato al mondo della droga. I condomini hanno trovato il corpo in una pozza di sangue.

Modena – C’è un’ombra di sangue nell’androne di un condominio della periferia modenese, e dentro quell’ombra il corpo senza vita del 45enne Rolando Dino Dulizia, ucciso a coltellate nel cuore della notte. È il macabro risveglio che ha sconvolto via Tignale del Garda all’alba di venerdì 17 luglio, quando alcuni residenti, scendendo di casa, si sono trovati davanti alla scena più agghiacciante: la vittima riversa a terra proprio nell’ingresso della palazzina, in una pozza di sangue. Sono stati loro a dare l’allarme e a chiamare i soccorsi, ma per quell’uomo non c’era ormai più nulla da fare.

La prima, agghiacciante stranezza è che la vittima non abitava in quel palazzo. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti viveva in un’abitazione poco distante, a pochi passi da quell’androne trasformato in scena del crimine. Cosa ci facesse lì, in quelle ore silenziose prima dell’alba, è uno dei nodi che i carabinieri dovranno sciogliere.

Gli investigatori hanno subito raccolto un dettaglio che pesa come un macigno: alcuni residenti raccontano di aver udito una lite furibonda intorno alle cinque del mattino. Voci concitate, poi il silenzio. Poche ore dopo, la scoperta del cadavere. L’uomo, stando alle prime informazioni, sarebbe stato colpito al volto, e l’arma del delitto sarebbe già stata ritrovata gettata in un cestino dei rifiuti, quasi un maldestro tentativo di far sparire le tracce del massacro.

Al centro delle indagini c’è ora una donna che risiede nel condominio, ascoltata a lungo dai militari dell’Arma per ricostruire minuto per minuto le ultime ore della vittima. Secondo alcune indiscrezioni potrebbe trattarsi della compagna dell’uomo, una figura chiave per capire cosa sia realmente accaduto in quella palazzina.

Sullo sfondo, un’ipotesi che gli inquirenti non escludono affatto: quella di un delitto legato al mondo della droga. Un movente che, se confermato, aprirebbe scenari inquietanti sulla vita segreta della vittima e su chi, quella notte, ha impugnato il coltello. Al momento la pista resta aperta, così come tutte le altre. Sul caso vige il massimo riserbo.